Milano, l'Atm licenzia 9 "fannulloni"

Avviate le procedure per un capo turno che avrebbe costretto alcuni operai a costruire cucce per cani; un dipendente si allontana "momentaneamente" e viene trovato ubriaco in un bar; altri lavoratori si sono messi in malattia senza presentare il certificato medico

Milano - Un capo turno avrebbe costretto alcuni operai a costruire cucce per cani in un reparto di falegnameria, schermato per l’occasione da vetri oscurati; un dipendente, che aveva chiesto di allontanarsi un momento dal posto di lavoro, è stato recuperato ubriaco in un bar; altri si sono messi in malattia senza presentare certificato medico: sono questi alcuni dei casi che l’Azienda Trasporti Milanese (Atm) ha deciso di sanzionare, avviando per nove dipendenti "fannulloni" le procedure per il licenziamento (per quattro di loro è stato proposto l’esonero per scarso rendimento, per gli altri cinque la destituzione dal servizio).

Le informazioni a riguardo sono state raccolte questa mattina nel deposito tramviario di via Messina, dove il presidente della società Elio Catania ha effettuato intorno alle 6.30 un controllo a sorpresa, che è durato poco più di un’ora. Catania si è trattenuto, tra le altre cose, a parlare con i dipendenti, a controllare la puntualità dei mezzi in uscita e a visitare l’officina. Quello di via Messina è il più grosso dei cinque depositi tranviari dell’Atm: sono circa 420 le persone che ci lavorano, di cui 375 autisti che servono dieci linee. La mattina escono dal deposito 106 vetture, la prima alle 3.53 del mattino.

Durante la visita, Catania ha mostrato ai cronisti presenti anche un nuovo sistema di aria condizionata che è stato messo a punto per i tram più datati che ne sono sprovvisti. Il sistema al momento è attivo su quattro mezzi che diventeranno trenta. «Tra un pò - ha detto Catania parlando degli interventi in programma per l’azienda - inizierà il restyling di alcune stazioni della metropolitana. Una delle nostre preoccupazioni maggiori inoltre riguarda la sicurezza: stiamo portando a 240 il numero dei controllori e installando telecamere sia sui mezzi di superficie che sulle metropolitane».