«Milano per me significa tutto»

Csaba Erdélyi è un ex professore dell’Orchestra del Teatro alla Scala ora in pensione. Perseguitato dal regime sovietico, da studente è dovuto scappare dalla sua patria. «Milano per me significa tutto, ospitalità e successo - racconta -. Ero tra i primi stranieri a cui si sono aperte le porte della Scala. Rispetto al passato, oggi Milano è decisamente meno chiusa». È d’accordo Laura Moruzzi, organizzatrice di «Parole e musiche d'oltre confine», manifestazione dedicata all'Ungheria che si è svolto la scorsa settimana presso il Teatro San Cipriano, da oltre nove anni sede di serate dedicate a diversi Paesi. «Questo evento è proprio un segnale di cambiamento», dichiara.