Milano Moda donna, le collezioni

Lo smoking si trasforma in un abitino frou frou sulla
passerella del marchio Moschino. La Perla è ricca di abiti soffiati con sottoveste di
georgette, di pizzi e trasparenze. Blumarine, la passione per le rose. Ispirazione gotica per la collezione per il prossimo autunno inverno di
Sportmax

Moschino contro le divise Lo smoking si trasforma in un abitino frou frou sulla passerella del marchio Moschino, che questa mattina ha aperto la quarta giornata di passerelle milanesi con una collezione che si diverte a stravolgere i canoni tradizionali del vestire, a partire dal concetto di divisa. I capi militari, per esempio, hanno dettagli giocosi, come la mostrina a forma di millepiedi, di cavalluccio marino o di cuori di paillettes. Anche gli iperclassici, come cappotto, pantaloni e guanti, sono ironicamente stravolti da cascate di frange, mentre i capi tradizionalmente maschili come il caban diventano femminili con inserti di rouches e il leopardo, solitamente usato in chiave sexy diventa buffo con le balze.

Blumarine, la passione per le rose Quella della stilista Anna Molinari per le rose è una vera e propria passione, come ha dimostrato anche oggi la passerella del suo marchio Blumarine, dove i più femminili dei fiori diventano stampe e ricami, oltre a regalare i loro colori a tanti abitini zuccherosi, abbinati a soffici cardigan di Angora in tinta. Con una voglia di chic parigino, Blumarine propone anche piumini bordati di paillettes, cappottini e stivali leopardati, giubbini in raso con strass, e addirittura, completini che sembrano fare il verso al classico Chanel, dove le camelie, ca va sans dire, sono sostituite dalle rose.

Gotico sportmax Ispirazione gotica per la collezione per il prossimo autunno inverno di Sportmax, marchio del gruppo Max Mara. In passerella, cappotti plisse, abiti movimentati da pieghe piatte, bluse arricchite da gorgiere e polsini di pizzo dal sapore vittoriano, camicie con volants applicati sulle maniche, gonne che si aprono in scenografici ventagli di rouches. Il colore di stagione è il nero, alternati a piccoli tocchi di rosa corallo e verde salice. La sfilata del marchio è iniziata con un’ora di ritardo a causa del crollo della pedana dei fotografi, collassata sotto il peso di centinaia di fotoreporter che i vigili del fuoco hanno fatto poi spostare in fondo alla passerella, per dare infine il via libera al defilè.

La Perla, seduzione in sottoveste Fedele al suo Dna più intimo, la proposta di pret-a-porter del colosso dell’ intimo La Perla è ricca di abiti soffiati con sottoveste di georgette, di pizzi e trasparenze. Se il nero, per La Perla, sarà il colore del prossimo inverno, non mancheranno comunque tocchi d’oro a scaldarlo.

Le parodie di Biani Sono eleganti parodie del vestire maschile quelle proposte da Alberto Biani, ispirate al look dello stesso stilista: pantalone blu-lavoro, giacca sartoriale senza bottoni e camicia maschile. In passerella, tubini e camicie stampati, minigonne di lurex e piccoli parka tecnici, montgomery di duchesse e soprabiti di lana strutturata. Le giacche anni Cinquanta sono corte, cortissime, senza bottoni e si indossano sul tubino ripreso su un fianco. Non mancano i tailleur, in broccato nero, tono su tono, con pantalone maschile, classico o da sci.

La concisione di Bottega Veneta È una collezione concisa, senza orpelli, quella proposta oggi da Bottega veneta. «Disegnandola, continuavo a chiedermi: cosa importa veramente?» racconta il direttore creativo Tomas Maier, spiegando di aver trovato la risposta nel «colore, la silhouette, la fluidità dei materiali», perchè «quando ti focalizzi su ciò che conta, ti avvicini all’inafferrabile obiettivo della vera naturalezza». Ecco quindi tubini dalla linea essenziale e allungata, cappotti in cashmere feltrato, in colori sobri e scuri come il viola scura e il blu. Ai piedi, sandali di cocco, in mano borse destrutturate di struzzo.

Etro, selvagge alla Mad Max Selvagge stile "Mad Max", con cappelli di aculei e cappotti di maglia a ciuffi, sfilano sulla passerella del marchio Etro, che propone giacconi foderati di pelo, giacchine di maglia e pelliccia, gilet infoltiti e chemisier effetto plaid. La parte più elegante della collezione prevede invece top in pizzo ricamato con inserti a balze, cappotti godet con maniche a sbuffo e giacche in jacquard paisley. Gli stivali si fermano a mezza coscia, sotto le gonne-gilet e bluse in georgette.

Le sculture di Jil Sander Approccio artistico tradotto in abiti scultura sulla passerella di Jil Sander, marchio disegnato, con sempre maggior padronanza, dal talentuoso belga Raf Simons. Formale e classico, segni distintivi dell’estetica del brand tedesco, si stemperano in equilibri architettonici, espressi con colori scuri e saturi e in tessuti strutturati come il tweed spazzolato e il bouclè pressato. L’attenzione è sul capospalla, con abiti-cappotto e giacconi compatti, dai colli alti e importanti, ripiegati o disposti in lievi drappeggi, persino allungati come sciarpe. La collezione segna il ritorno del robe-manteau: dal taglio sartoriale, costellato di pietre grezze semipreziose inserite a mano, con fiocchi che si trasformano in maniche. Maniacale l’attenzione ai dettagli: nei cappotti ci sono file di cristalli di rocca inserite nelle cuciture a vivo, mentre il tubino scultura di pesante tweed, tutto ricamato di perline scure effetto mosaico, per non perdere la forma sposta la zip: non più sul lato, disposta in verticale, ma a cerchio, sul davanti, nascosta da una piega piatta, effetto crisalide. Scultorei anche i tacchi degli stivali attillati, alti fin sopra il ginocchio, tutti ricamati a mano con perle in plexiglas, come le altrettanto geometriche borse a bauletto.

Milia M, prima araba a sfilare a Milano Nata a Beirut e cresciuta professionalmente a Parigi, Milia Maroun con la sua griffe milia m è stata scelta dalla Abu Dhabi Fashion Week e dalla Camera della Moda Italiana per sfilare a Milano Moda Donna, in rappresentanza del neonato asse tra le due settimane della moda. Venerdì 22 febbraio, presso il Milano Fashion Center, per la prima volta una stilista araba entrerà con la sua passerella nell’olimpo delle grandi firme made in Italy. La creatrice libanese dedica la sua collezione autunno-inverno 2008/2009 a quelle che definisce «le ragazze dell’alba: giovani vestite di linee pure e tessuti trasparenti che auspicano il sorgere di un nuovo mondo, dove tutte le culture e le religioni - auspica - vivranno in equilibrio». Lo stesso stile di Milia, essenziale, leggero e privo di qualsiasi orpello, smentisce i luoghi comuni del gusto arabo più ridondante, cercando di mettere così d’accordo Oriente e Occidente.

Da Pringle anche le guardie della regina È ispirata ai pezzi iconici degli anni 70 e ai capi culto del costume inglese, la collezione per i prossimi freddi del marchio Pringle of Scotland. La silhouette è strutturata e i volumi sono compatti e sagomati. La palette di colori vira sui toni scuri, nero, dark navy, aubergine e zinco. Il cappotto ispirato all’ uniforme delle guardie della regina è accollato, il cappottino è in lana compatta, la cappa impermeabile ultra leggera è realizzata con nove metri di taffettà waterproof, mentre lo sherling è impreziosito da motivi cachemire crochet. Le maglie bicolori, infine, hanno colli applicati in maglia doppiata.

Brunello Cucinelli, a tutto twin set Il must della prossima stagione? Sarà il twin set, dice Brunello Cucinelli, che lo propone insieme all’abito, in accostamenti inediti di materiali, che variano dai tecnici nylon fino alle raffinate sete paracadute. Piccoli e preziosi capi di pelliccia fanno per la prima volta il loro ingresso nella collezione dello stilista umbro: giubbini di visone con cappuccio, coprispalla di orilag e outwear di cavallino.

Il collage concettuale di Debora Sinibaldi «Ho avuto la sensazione di giocare con pezzi di stoffa e colori, imprimendo alla collezione un respiro inconscio che ha sorpreso anche me» dice Debora Sinibaldi, dopo la sua sfilata. Per il marchio che porta il suo nome, ha messo in passerella, tra suggestioni Anni 20 e 30, capi concettuali tra cui un cappotto che è un collage di materiali dai pesi diversi: collo in pelo di "kidassya" selvaggia e lucente nelle cromie del rosa pallido combinato al sofisticato astrakan, alla duchesse di seta viola che termina con una banda di velluto giallo acido. La maglieria, che è sempre nel dna della stilista, smuove le superfici extralight con scultoree incrostazioni nate dal ricamo e confuse dentro applicazioni knitwear dei golf e della cappa al ginocchio. Tra gli accessori, anche grandi colbacchi in pelo.