"Milano come la Nazionale, critiche solo dai corvacci"

Il presidente lombardo Formigoni contro quelli che chiacchierano e basta: "In Lombardia facciamo cose che gli altri nemmeno si sognano"

Presidente Formigoni, molti cittadini sono stati multati. Forse il blocco è stato decretato in modo improvviso?
«Signori, siamo nell’epoca di internet radio giornali televisioni. Onestamente, qualcuno può non averlo saputo ma credo che abbia prevalso il tentativo di scappare via, di fare il furbo. Dispiace sempre che arrivino le multe ma abbiamo dato l’avviso di una situazione critica giovedì mattina, con tre giorni di anticipo. Se ne parlava da tempo. Nell’epoca moderna le decisioni devono essere rapide se necessarie».
Il blocco delle auto sembra più una misura tampone.
«Noi in Lombardia e a Milano stiamo facendo cose che gli altri nemmeno si sognano. Il blocco domenicale è l’ennesimo provvedimento che le istituzioni milanesi e lombarde prendono per combattere l’inquinamento. Stiamo dando prova di virtuosità perché abbiamo messo in campo una serie di misure strutturali e congiunturali che non hanno eguali nel mondo. Il Giornale ha fatto una buona e corretta informazione su questo punto. Se poi i Comuni aggiungono misure, io sono al loro fianco, ben venga».
Meglio ricorrere a misure punitive come blocchi e multe o spingere l’acceleratore sugli incentivi?
«Abbiamo dato incentivi di 120 milioni per prendere macchine meno inquinanti e 30 milioni per cambiare l’impianto di riscaldamento. Abbiamo metanizzato la Lombardia, triplicando gli impianti, così che ogni lombardo ha un impianto a non più di quindici minuti di casa: attualmente sono 150 e la prossima settimana ne inauguriamo altri due. Abbiamo tolto la sovrattassa sul metano».
Una cospicua fonte di inquinamento arriva dall’industria.
«Ricordiamo che noi abbiamo drasticamente ridimensionato le emissioni delle nostre centrali e degli impianti industriali. Abbiamo messo fuori legge per primi in Europa, e nonostante l’opposizione del Tar, la nafta e gli oli pesanti, responsabili dell’8 per cento dell’inquinamento. A Milano abbiamo la Ztl più grande d’Europa, altro che Londra. E non possono girare per sei mesi gli Euro0, gli Euro1 e gli Euro2 diesel, sia auto che moto. Provvedimenti strutturali che non hanno eguale».
E allora perché milanesi e lombardi si lamentano della qualità dell’aria?
«È peggio che con la nazionale di calcio, con cui tutti si comportano da allenatori. Sull’ambiente è peggio ancora, perché ogni cittadino ne dice due o quattro, anche in contraddizione tra di loro. C’è chi si lamenta dell’inquinamento e anche del blocco, chi vorrebbe meno riscaldamento e poi tiene alto l’impianto in casa. Siamo tutti bravi, me compreso, a parlar bene e razzolare male. Ma Milano e la Lombardia sono al decimo posto per inquinamento».
Vuol dire che Milano non è una città inquinata?
«C’è chi sta molto peggio di noi. Nel 2008 la più inquinata era Siracusa e nel 2009 Napoli, città dove c’è il mare e il vento che spazza via i veleni dall’aria. Cito dati di Legambiente e Milano era al decimo posto nonostante il non ricambio d’aria. In dodici anni, dal 99 in poi, abbiamo scalato i posti in classifica. Eravamo gli ultimi, ora siamo al decimo posto. L’aria che respiriamo è migliore che negli anni passati e migliore che a Napoli, Ancona, Torino, Verona, Venezia, Parigi e Londra, tanto per fare qualche nome».
Se le misure strutturali hanno effetti tanto positivi, che bisogno c’è di fare i blocchi?
«E’ la nostra voglia di primato, la nostra insopprimibile tensione a essere sempre migliori. La nostra aria è migliore di quella di altri ma noi vogliamo la perfezione e le cose ancora più belle. Milano ha deciso di fare il blocco, la stragrande maggioranza dei cittadini ha aderito e l’inquinamento è diminuito».
L’inquinamento è diminuito a causa del blocco o grazie al vento?
«L’uno e l’altro, un po’ il vento e un po’ il fermo. Poi il blocco ha il valore simbolico di far capire che se vogliamo migliorare qualità dell’aria, dobbiamo aggiungere milioni di gesti individuali. Non siamo sull’orlo della rovina, ma senza parossismi e senza accettare i corvacci menzogneri, che vogliono fare un attacco politico, facciamo questi piccoli sacrifici per migliorare ancora».
È un appello ai cittadini?
«È un appello che ripeto da tempo. Utilizzate l’auto se veramente necessario. Prima di mettervi al volante riflettete un istante: non potrei utilizzare il tram o la bici o andare a piedi? E poi la temperatura a casa e in ufficio, controllate che sia a venti o ventuno gradi. Se fa freddo, mettiamo il maglione, però contribuiamo. Non si può avere la moglie ubriaca e la botte piena».
Che cosa risponde alla Lega che propone di non pagare l’Ecopass?
«Bisognerebbe decidere una volta e per sempre se si fa la lotta o il governo. Tenere i piedi in due scarpe non è possibile. La Lega lo chiede agli altri, in particolare all’Udc, ma dovrebbe chiederlo anche a se stessa, almeno in casi come questo».