«Per Milano nessun rancore La censura ci dà una mano»

Forse complice il caldo, un uomo a torso nudo ieri ha scalato il monumento ed è finito a S. Vittore

Milano si prepara, forse, a salutare l’unica mostra della storia meneghina, e non solo, che lascia la città senza che la città l’abbia mai vista. Così «Vade retro. Arte e omosessualità», la contestatissima mostra bocciata sabato dal sindaco Letizia Moratti, dovrebbe traslocare. Meta più probabile, contro le resistenze già sollevate dal ministro della Giustizia Clemente Mastella e dalla curia di Napoli, Castel Sant’Elmo, seguita da Firenze e Torino. «Napoli è la sede più probabile - spiega Andrea Brunello, amministratore delegato di Artematica, che ha organizzato e sponsorizzato la mostra -: Andrea Spinosa è stato il primo a chiederla, Castel Sant’lmo è una sede prestigiosa che ha dato disponibilità per tutto l’inverno. Le mostre hanno un picco di visitatori tra settembre e dicembre, quindi non ci sarebbero dubbi: dopo il clamore mediatico che abbiamo avuto la mostra potrebbe raggiungere un numero di visitatori certamente superiore a ogni aspettativa». Nessun rancore dunque? «Assolutamente - risponde soddisfatto Brunello - se la mostra va a Napoli, e nel giro di un paio di giorni lo sapremo con certezza perché la nostra intenzione è inaugurare la settimana prossima - riusciremo a ripianare tutti i costi, anche quelli imprevisti come i biglietti non venduti questa settimana. Il catalogo che è andato al macero, per esempio, è stato battuto su eBay due giorni fa a 150 euro e ieri a 170, quando ne costava 28».
Nessun risentimento nemmeno da parte del giovane curatore della mostra, Eugenio Viola, contento di traslocare a Napoli, dove «giocherebbe in casa» (Viola è di orgini partenopee): «Milano è una città importante e se ci sarà occasione lavorerò volentieri ancora qui. Rimango comunque per l’autonomia dell’arte e devo dire che in questa occasione ho conosciuto la Milano “dei Borromeo”, dove trionfano l’oscurantismo politico, religioso, sociale e culturale».
Polemico l’assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi che non ha perso occasione di lanciare attacchi al vetriolo al sindaco: «Versace era un uomo dal grande senso estetico e per questo non avrebbe mai approvato la censura delle opere d’arte» ha commentato ieri alla Scala prima del balletto in onore dello stilista scomparso dieci anni fa. «A Milano abbiamo un sindaco che anticipa il cardinale» ha rilanciato annunciando che alla mostra dedicata a Versace, che aprirà i battenti a settembre a Villa Belgioioso Bonaparte, ci saranno anche «alcune provocazioni a sfondo omosessuale».
Tra una polemioca e l’altra oggi Andrea Brunello di Artematica incontrerà a Napoli il sovrintendente Spinosa per definire dettagli e prendere la decisione finale sul trasferimento della mostra, che verrà esposta nella sua versione integrale: «Sarà il pubblico a giudicare se effettivamente la censurea “s’era da fare” o no. Io penso di no».