Ma Milano non è alla canna del gas

A Milano finora c'è gas per far fronte agli abituali consumi industriali e residenziali, ma se la crisi sulle forniture di gas dalla Russia e dall’Ucraina dovesse precipitare, l'Aem ha pronto un piano di emergenza. Lo assicura Giuliano Zuccoli, presidente della ex municipalizzata che distribuisce metano in città. «A Milano non sta succedendo nulla di significativo - spiega -. Siamo appesi alla rete nazionale e non abbiamo registrato variazioni. Forse perchè il sistema nazionale sta aumentando l'import per far fronte al calo», segnalato dall’ad dell'Eni Paolo Scaroni sulle forniture dalla Russia, «o perchè le temperature si sono alzate un po’ e c'è meno domanda». A Milano, afferma, «abbiamo comunque un piano di emergenza preparato un paio d'anni fa, non legato a questa crisi».
Al momento, prosegue Zuccoli, «non ci sono ragioni di allarme. E ritengo molto improbabile che la Russia chiuda i rubinetti, a meno che non voglia innescare la terza guerra mondiale». Il piano di emergenza, in sintesi, prevede «una scalettatura. Nel caso venisse a mancare il gas necessario, l'idea è di togliere le forniture prima di tutto a chi ha la possibilità di usare gasolio per poi passare all'industria. L'obiettivo è garantire il più possibile il consumo domestico». Un aumento del prezzo del gas a causa della disputa fra Russia e Ucraina «sarebbe ingiustificato. Bisogna evitare che sull'onda dell'emozione si inneschi la speculazione. Nessun aumento dei prezzi sarebbe motivato». E Zuccoli fa riferimento sia ai prezzi delle forniture, un aspetto che interessa gli importatori come Eni, Enel e la stessa Edison, sia ai prezzi sul consumatore finale, che riguarda anche i distributori di gas come la milanese Aem.