Milano come Parigi, metrò ogni 90 secondi

Un sistema di sicurezza elettronico permette di ridurre le distanze fra i treni

Gianandrea Zagato

Un treno ogni novanta secondi. Frequenza davvero niente male per quel mezzo milione di passeggeri che, ogni giorno, sulle banchine della linea 1 della metropolitana sono in paziente attesa di un convoglio. Soluzione che, logicamente, farebbe risparmiare tempo: «Al momento passa infatti un treno ogni duecentoquaranta secondi che durante le ore di punta scendono a centoventi» fa sapere Ettore Kluzer.
Cronometraggio, quello del direttore divisione metropolitana Atm, che non può tenere in conto gli imprevisti tecnici sempre dietro l’angolo. Ma che, aggiunge Roberto Massetti, direttore generale di Atm, si stanno però riducendo «anche sulla base degli interventi di manutenzione programmati sulle vetture e sugli impianti che garantiscono così ai cittadini un maggior livello di affidabilità e sicurezza». Sostantivi, quest’ultimi, che Atm vuole declinare pure nella rapidità dei collegamenti: «Passare a un treno ogni novanta secondi significa portare concretamente i tempi di percorrenza della metropolitana milanese a quelli di realtà-modello come quella di Parigi». Tempi? «Entro tre, quattro anni». Come? «Ammodernamento del sistema di circolazione dei treni sulla linea rossa».
Che significa il rifacimento complessivo degli impianti di segnalamento ovvero «il passaggio dall’attuale sistema, diciamo, “semaforico” fisso a quello cosiddetto mobile, con tanto di sostituzione a bordo dei treni degli apparati di “ripetizione” del segnale». Dettagli tecnici che Massetti così traduce: «Si riduce operativamente il turno di avanzamento di un treno rispetto al seguente. Si dimezza lo spazio di sicurezza tra i convogli che, oggi, è di circa quattrocento metri e, attenzione, senza nessun rischio per i passeggeri a bordo ma offrendo contestualmente un servizio qualitativamente migliore anche per quanto riguarda il comfort di viaggio». Come dire: comprimendo lo spazio di sicurezza sulla linea 1 si ottiene come risultato la possibilità di incrementare la frequenza di passaggio e quindi di aumentare la capacità della linea, garantendo il controllo elettronico sull’accelerazione e sulla decelerazione (le brusche frenate) dei treni.
Progetto reso possibile grazie ad un accordo siglato tra il Comune di Milano e la Regione Lombardia che, tra l’altro, nel quadro della strategia per migliorare la mobilità della città ha già stanziato cento milioni di euro. Fondi che, ad esempio, hanno consentito l’acquisto di trentacinque nuovi treni da sei vetture l’uno, «i primi tredici convogli che saranno utilizzati sulla linea 1 arriveranno entro la metà del 2007». Treni d’ultima generazione che s’aggiungeranno a quel parco mezzi - 168 carrozze - che Palazzo Marino sta rinnovando negli interni, dotandoli tutti di aria condizionata. Che sarebbe un vero piacere se coniugata con l’attesa sulla banchina ridotta a soli novanta secondi.