Milano, Pd: vince Pisapia. Bersani azzera i vertici

I vertici del Pd di Milano dimissionari dopo la vittoria alle primarie del candidato sostenuto da Nichi Vendola, Pisapia che ha battuto Boeri, appoggiato dai Democratici. <a href="/a.pic1?ID=487963" target="_blank"><strong>Bersani umiliato</strong></a>. Il Pdl: &quot;Dèbacle del Pd&quot;. I finiani corteggiano l'ex sindaco Albertini. E il premier incorona la Moratti:<strong> </strong><a href="http://stage.ilgiornale.it/milano/moratti_investitura_berlusconi/comune_... target="_blank"><strong>&quot;Forza Letizia&quot;
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Milano - Il gruppo dirigente provinciale e cittadino del Pd di Milano, dopo la sconfitta alle primarie del candidato Stefano Boeri, battuto da Giuliano Pisapia, ha deciso di rimettere il mandato. "Ci assumiamo la responsabilità politica - ha spiegato il segretario provinciale Roberto Cornelli nel corso di una conferenza stampa -. Ci siamo scontrati con alcuni pregiudizi e stravolgimenti del senso delle primarie che ad un certo punto sono diventate come un test pro o contro il Pd". Cornelli ha quindi spiegato che il Pd sosterrà senza indugio Giuliano Pisapia ma che in questa settimana all’interno del partito si aprirà una discussione per capire cosa è successo. "Io rimetto il mandato nelle mani dell’assemblea - ha detto - per una discussione aperta che consenta il rilancio del centrosinistra e la vittoria di Pisapia contro la Moratti". Anche Pierfrancesco Majorino ha annunciato la remissione del suo incarico di capogruppo in consiglio comunale a Milano. Maurizio Martina, segretario regionale, non ha invece mai pronunciato la parola "remissione" ma ha assicurato l’apertura di una discussione anche a livello regionale dopo la sconfitta. La vittoria di Pisapia, che Nichi Vendola ha sostenuto in prima persona nei giorni scorsi in una affollata manifestazione al teatro dal Verme, pesa sul Pd e si inquadra nello scontro interno al partito sulla linea e sulle alleanze. Un elemento di forte preoccupazione per il segretario Pierluigi Bersani un punto secco a vantaggio di Vendola e del Sel.

Bersani ha preteso le dimissioni La decisione di rimettere il mandato annunciata dal segretario metropolitano del Pd milanese Cornelli, dal coordinatore cittadino Francesco Laforgia e dal capogruppo in consiglio comunale Pierfrancesco Majorino, è stata presa, secondo quanto si è appreso, dopo una specifica richiesta del segretario nazionale Pierluigi Bersani.

Il segretario del Pd: andare oltre il centrosinistra "Quella di Milano è una battaglia che il centrosinistra può vincere. Il problema principale da affrontare adesso è come offrire alla città una proposta che si rivolga ad una opinione più vasta di quella consolidata del centrosinistra. Sono certo che su questo si lavorerà con aperture e spirito unitario attorno al candidato Giuliano Pisapia". Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani commenta l’esito delle primarie nel capoluogo lombardo. "Certo - ammette Bersani - ci si aspettava una maggiore partecipazione e questo pone un tema di motivazione del nostro elettorato sul meccanismo delle primarie che non va trascurato, a Milano e altrove".

Deputati Veltroniani: "Il Pd cambi rotta" "Pisapia è una persona onesta e capace, ha vinto le primarie e da oggi merita il sostegno di tutti i democratici per battere la destra a Milano. Lo scarso afflusso alle primarie e la vittoria del candidato più schierato a sinistra, però, devono far riflettere il Pd. Stiamo scivolando sempre più a sinistra, al punto tale che nelle consultazioni interne il partito viene sconfitto e rischia di diventare residuale nelle scelte. Bisogna correggere la rotta altrimenti verranno meno i principi fondanti del Pd e il centrosinistra lascerà il posto al polo progressista di occhettiana memoria". I parlamentari del Pd, Enrico Farinone, Daniele Bosone, Antonio Rusconi e Giovanni Sanga, che fanno riferimento alla minoranza Modem di Walter Veltroni e Giuseppe Fioroni attaccano. "Dobbiamo ricollocare - affermano i parlamentari - il partito nel solco del riformismo e della modernità. Un Pd incapace di attirare il voto del ceto medio dei moderati e dei delusi è destinato a far vincere le primarie al bravo e astuto Vendola con il concreto rischio di far vincere le elezioni a Berlusconi. Lasciamo da parte ogni polemica. È il momento della responsabilità".

Pisapia: "Non disperdere le energie" "Ora è importante non disperdere queste energie e questa ricchezza, costruendo tutti insieme una grande coalizione capace di parlare a tutti i cittadini, ai loro bisogni e alle loro straordinarie risorse civili e di dare vita a progetti concreti per restituire a Milano la sua identità di città costruttiva, all’avanguardia, aperta, generosa". "I tantissimi incontri di questi mesi e il grande dibattito vivace e partecipato che si e innescato intorno alle primarie ai candidati - ha spiegato Pisapia - hanno messo in luce una straordinaria ricchezza di idee, di contributi, di partecipazione che si è rimessa in movimento. A Milano siamo stati capaci di riportare la buona politica". Pisapia ha spiegato di essere impegnato al massimo per l’unità di tutto il centrosinistra e per rivitalizzare "un intero popolo". "Non vedo perché ora non dovremmo parlare anche con l’Udc. Ribadisco però che il problema è quello di ricostruire l’unità di tutto il centrosinistra".

"Albertini? Non toglierebbe voti a noi..." Pisapia è convinto che se si candidasse l’ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini, non toglierebbe alcun voto al suo schieramento, bensì al centrodestra. "Se Albertini deciderà di candidarsi non toglierà un voto al centrosinistra, ma al centrodestra, che risulta diviso davanti a una candidatura come quella della Moratti, voluta dal presidente del Consiglio, mentre la Lega attende che prenda una decisione il suo segretario nazionale".

Bondi: "Pd prateria per la sinistra estrema" "Il successo nelle primarie di Milano di Pisapia, che personalmente stimo, conferma che il Pd è ormai la base elettorale, la prateria elettorale dei leader della sinistra estremista e giustizialista", Sandro Bondi, coordinatore nazionale del Pdl, commenta così la vittoria alle primarie del centrosinistra milanese dell'avvocato Giuliano Pisapia, ex parlamentare di Rifondazione, sostenuto da Nichi Vendola, sull'architetto Stefano Boeri, candidato del Pd. "In queste condizioni, se si svolgessero le primarie per la scelta del candidato alle prossime elezioni - aggiunge - è assai probabile che Vendola, al pari di Pisapia, prevalga su ogni altro candidato. Questo avviene perché l’area cattolica è stata relegata in un ambito di totale insignificanza politica e la scelta riformista del Pd non è mai stata neppure tentata".

La Moratti: "Non cambia il mio lavoro" Letizia Moratti, sindaco di Milano e candidata del Pdl per la riconferma alle elezioni del 2011, si dice per nulla influenzata dal risultato delle primarie del centrosinistra che hanno incoronato Pisapia come suo sfidante. "Mi auguro di avere una competizione corretta, il mio lavoro non cambia" ha detto a margine di una cerimonia in onore dei 13 martiri di Kindu. "Lavoro tutti i giorni con il massimo impegno per la città e per i suoi piccoli e grandi problemi".

De Corato: "Débacle della dirigenza Pd" "La vittoria dell’ex comunista Giuliano Pisapia rappresenta una débacle del gruppo dirigente del Pd. Che oltre alla sconfitta di Boeri deve incassare anche la scarsa partecipazione al voto alle primarie. Altro che obiettivo 100 mila votanti: i partecipanti sono stati 15 mila in meno rispetto al 2006. A dimostrazione che la cosiddetta società civile non risponde alle sirene di partito e volta le spalle alle indicazioni che giungono dall’alto", aggiunge il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato. "Il tonfo - sottolinea De Corato - è poi la bocciatura delle proposte del candidato targato Pd le cui decantate ricette per Milano, in questi giorni sfornate a raffica, evidentemente hanno scarso appeal tra gli elettori. E sinceramente imbarazza che a meno di 24 ore dal voto il centrosinistra cerchi trafelatamente di agganciarsi all’ancora di salvezza Gabriele Alberini credendo così di salvarsi l’anima. Un uomo contro cui in passato è stato detto e attribuito di tutto. Un’operazione da perfetti apprendisti stregoni. E che è il segnale di una preannunziata sconfitta per Pisapia".

Sacconi: "Uomo del popolo vince sui fighetti" La vittoria di Giuliano Pisapia alle primarie del Pd a Milano per l’indicazione del candidato che sfiderà Letizia Moratti alla carica di sindaco, è il segnale "che un uomo del popolo vince sempre sui fighetti". Lo ha detto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, alla stampa a Cividale del Friuli (Udine) a margine di un incontro organizzato da Confindustria Udine. 

Formigoni: "Ha vinto il candidato che non si aspettavano..."  "Francamente me lo aspettavo, mi sembra una sconfitta per il Pd al di là dei commenti che stanno facendo". Così a margine della conferenza stampa sul digitale terrestre al Pirellone il presidente della Regione Roberto Formigoni ha commentato la vittoria di Giuliano Pisapia. "Il candidato ufficiale del Pd - ha detto il governatore lombardo - era un altro e la mobilitazione è stata molto inferiore rispetto alle attese". Per Formigoni "il cuore della sinistra non ha sentito con forza questo appuntamento e ha vinto il candidato che non si aspettavano".

La Russa: "Battuto in politico nato dal nulla" "Questo è il risultato di quando si vogliono inventare personaggi politici dal nulla". Affonda il ministro della Difesa e coordinatore nazionale del Pdl, Ignazio La Russa. "Francamente non ho mai capito se il candidato del Pd - ha chiosato sarcastico La Russa - fosse l’architetto fioraio o l’economista: figure validissime nelle loro professioni che possono sì pensare di fare il candidato sindaco ma non certo di vincere le primarie". Dopo aver ironizzato sulla sconfitta di Stefano Boeri, volutamente confuso con il fratello economista Tito per rimarcare la poca presa sull’elettorato del centrosinistra, il ministro fa i complimenti al vincitore Giuliano Pisapia: "Ho sempre espresso la mia personale stima per Pisapia anche se temevo che questo lo avrebbe potuto danneggiare. E' una persona che ha sempre avuto una grande passione politica".

Il finiano Urso "loda" Albertini Futuro e Libertà non ha ancora deciso come si presenterà alle prossime elezioni comunali a Milano. Dipende dalla situazione nazionale ma anche con i colloqui col sindaco Letizia Moratti e con Pdl e Lega. Ma Adolfo Urso, il coordinatore nazionale cha annunciato che nascerà un comitato per preparare proposte di programma, che poi saranno presentate ai partiti. Da qui partirà la scelta se presentarsi con l’attuale sindaco o con una candidatura autonoma. Certo, ha ammesso, la vittoria di Pisapia , sostenuto da Sinistra e Libertà e Federazione della Sinistra, ha aperto spazi maggiori per un terzo polo. Il nome che si è fatto più spesso, come candidato di un terzo polo, è stato quello di Gabriele Albertini - con cui Fli ha aperto contatti, così come con la Moratti - e Urso non ha nascosto il suo apprezzamento per l’ex sindaco "Albertini è stato un sindaco da 10 e lode. Non lo dico io, ma tutti i sondaggi". Unico appunto, non da poco in verità, è stato sollevato dall’europarlamentare Cristiana Muscardini: "Ottimo sindaco, tranne per i troppi parcheggi".