Milano: Pdl tiene, il Carroccio in calo Moratti: "Unificare il centrodestra"

Il
vice presidente della Camera Maurizio Lupi resta fiducioso. Verdini: "Non ci aspettavamo questo risultato". Salvini critica la campagna elettorale della Moratti. La Lega attende i risultati nel quartier generale di via Bellerio: bocche cucite. La Moratti: "Una fase nuova per il centrodestra"

Milano - C'è un dato su cui è importante riflettere, fermo restando che stiamo parlando di risultati ancora molto lontani da quelli definitivi. I partiti del centrodestra a Milano sono in vantaggio, con il 46,3%, rispetto alle forze che sostengono Pisapia, ferme al 44%. Nonostante questo, però, Letizia Moratti (42%) è indietro rispetto a Pisapia (46,5%). E' questa la prima implacabile analisi del voto mettendo accanto i dati delle liste a quelli dei candidati a sindaco. Se questo trend venisse confermato vorrebbe dire che gli elettori di Milano hanno bocciato il sindaco uscente più dei partiti che la sostenevano. Anche se al ballottaggio la rimonta è possibile.

I voti di lista Le prime proiezioni sul voto di lista (su un campione del 25% di sezioni) per il Comune di Milano vede il partito del premier attestarsi al Pdl al 29,6%, seguito dal Pd al 28%. Alle spalle del partito di Bersani, c’è la Lega al 9,2%. Seguita dalla new entry dei Grillini, con il Movimento cinque stelle al 4,5% di poco sopra il 4,3% di Sel di Nicki Vendola. Mentre il Popolo della Libertà si conferma primo partito e con una percentuale superiore al 28%, da segnalare il calo della Lega dal 17% delle ultime Regionali. Anche a Torino il Carroccio, nonostante l'affermazione con Cota alle Regionali, precipita al 7%. Buon risultato invece a Bologna, dove però i lumbard erano forti del candidato sindaco di tutta la coalizione, Manes Bernardini.

Moratti: "E' un messaggio chiaro" "Credo sia importante dire che da Milano deve ripartire una fase politica nuova del centrodestra in grado di riaggregare tutte le forze moderate e produttive che fanno della nostra città il motore del Paese". Lo ha detto il sindaco di Milano, Letizia Moratti, in una conferenza stampa a commento dei risultati del voto. "Questo è un messaggio ai partiti", ha spiegato, rispondendo ai cronisti.  Il sindaco uscente di Milano, Letizia Moratti, oggi non si è sentita con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. È stata lei stessa a dirlo nella conferenza stampa al suo comitato elettorale spiegando di aver trascorso "la giornata in famiglia". "Da Milano deve ripartire una fase nuova della politica di centrodestra" che sia "in grado di aggregare le forze che non si sono sentite evidentemente rappresentate". Detto ancora più chiaramente, secondo il sindaco, "il dato politico è una fase di riconsiderazione per l’unificazione di tutte le forze di centrodestra. È un messaggio politico il mio ai partiti e agli elettori". 

Lupi resta fiducioso Il vice presidente della Camera Maurizio Lupi è fiducioso sulla vittoria di Letizia Moratti alla corsa per la poltrona di sindaco di Milano. "Le scommesse le accetto alla fine", ha detto Lupi ai giornalisti che gli chiedevano un commento sull'esito del confronto elettorale. Per quanto riguarda l'affluenza, invece Lupi sottolinea come "quasi il 67% dei milanesi sia andato a votare, non c'è stata nè una radicalizzazione del voto né disaffezione". Rispetto al 2010 "quando si è votato per le regionali - sottolinea Lupi - l'affluenza è aumentata".

Salvini: la Moratti ha fatto degli errori "Letizia ha fatto una campagna elettorale che non ci sembrava quella giusta". E' il commento che ha fatto al Corriere Tv l'esponente della Lega Nord Matteo Salvini.

Verdini: non ce l'aspettavamo "Assolutamente no. Su Milano avevamo un’altra aspettativa. C’è il dato confortante della lista Pdl, ma aspettiamo: è ancora presto per fare analisi. La sorpresa è il testa a testa o il vantaggio di Pisapia, anche se non si è ancora capito bene. Ci aspettavamo anche un ballottaggio ma con un margine maggiore" per la Moratti. Così il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, nella sede nazionale del partito, commenta i primi dati relativi al voto di Milano.

Gasparri: più dura del previsto "A Milano ci sarà un confronto molto più serrato di quello che si poteva prevedere". Maurizio Gasparri, pur precisando che occorre "prudenza" perché si tratta di dati parziali, commenta così le ultime proiezioni sulle amministrative con particolare attenzione alla corsa per i capoluoghi lombardo e campano. "A Milano l’altra volta, con la vittoria della Moratti, finì 52% a 47%. A Milano, quindi non è mai stata una passeggiata, una vittoria dilagante", ha premesso durante la diretta lo speciale su La7. Poi, richiesto di un commento sui dati in arrivo, il presidente dei senatori del Pdl ha detto: "Non vedo una tendenza negativa, vedo la possibilità di vincere a Napoli e a Milano: certo - ha precisato - a Milano ci sarà un confronto molto più serrato di quello che si poteva prevedere".

Silenzio dalla Lega Per il momento nessun commento dalla Lega. Il leader della Lega Nord Umberto Bossi, è in attesa dell’esito del voto delle elezioni di Milano nella sede del Carroccio in via Bellerio. Il senatur è arrivato nel primo pomeriggio, dove ad attenderlo c’erano i principali protagonisti politici della Lega, dal ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, al capogruppo alla Camera Mario Reguzzoni e quello al senato Federico Bricolo, oltre al presidente della Regione Piemonte Roberto Cota.

Bocchino: distinti da Moratti e Pisapia "È evidente - ha detto Italo Bocchino (Fli) al Tg di La7 - che siamo distinti e distanti da Pisapia e dalla Moratti. Non dobbiamo scegliere con chi fare l’alleanza ma per cosa farla. Non siamo interessati ad alleanze politiche, non alle formule ma non è che possiamo fare la ruota di scorta di un berlusconismo che ci sembrava già in difficoltà. "Dopo tanti tentativi di dare una spallata, il fatto che arrivi per via elettorale è un dato importante".

Santanché: "Hanno vinto Di Pietro e Vendola" "Dovessi infierire, dovrei dire che forse hanno vinto Di Pietro e Vendola, non il Pd". Lo afferma, intervenendo a Sky tg24, il sottosegretario Daniela Santanchè. "A Bologna il Pd va al ballottaggio, a Napoli è scavalcato da De Magistris, a Milano non è riuscito esprimere suo candidato", argomenta la Santanchè, a detta della quale questo conferma che "non è il momento di dire ha perso la Moratti, ha perso Berlusconi, è finito il berlusconismo".