A Milano pochi "rossi" e molto establishment: Giuliano Pisapia costretto ai primi compromessi

Nuova giunta per Palazzo Marino. Il neo sindaco mette insieme una squadra pasticciata e figlia di estenuanti trattative. Confermato Tabacci al Bilancio dove si gioca la vera partita della sinistra. Restano fuori Rifondazione, Idv e radicali. A Boeri va un assessorato vuoto: avrà la delega all'Expo ma non quella all'Urbanistica

Milano - Dicono che la nuova giunta di Palazzo Marino sia rosa. Sarà. Resta comunque arancione: un rosso sbiadito dove le poltrone chiave sono finite nelle mani dell'establishment. Quella che il neo sindaco Giuliano Pisapia è riuscito a mettere insieme è una squadra pasticciata e figlia di estenuanti trattative con l'ala della sinistra radicale e pesanti diktat di quei poteri forti che hanno permesso al candidato vendoliano di mandare a casa Letizia Moratti. "Sono soddisfatto della squadra di giunta - ha commentato Pisapia - non solo per la disponibilità di eccellenze ma anche perchè mi auguro sia un forte segnale per le attese di questa città".

Non ci sono troppe sorprese. Come già circolava per i corridoi di Palazzo Marino, Maria Grazia Guida sarà vicesindaco. Alla vicepresidente della Casa della Carità di don Virginio Colmegna andranno anche le deleghe all'educazione, i rapporti con il Consiglio comunale e l'attuazione del programma. Daniela Benelli (già assessore provinciale con Filippo Penati) sarà invece assessore al Decentramento e servizi civici e avrà anche la delega sull’Area metropolitana. Stefano Boeri andrà a Palazzo Reale a seguire la Cultura, l'Expo, la moda e il design. Una assessorato di ripiego, visto che il super architetto trombato alle primarie (e il Pd) sperava nella poltrona da numero due. La direttrice del carcere di Bollate Lucia Castellano avrà l'assessorato alla Casa, demanio e lavori pubblici. E ancora: Chiara Bisconti al Benessere, qualità della vita, sport e tempo libero; Franco D’Alfonso al Commercio, attività produttive, turismo e marketing territoriale, Lucia De Cesaris all’Urbanistica e edilizia privata; Marco Granelli alla sicurezza e coesione sociale, polizia locale, protezione civile e volontariato; Pierfrancesco Majorino alle politiche sociali e servizi per la Salute; Pierfrancesco Maran alla mobilità, ambiente, arredo urbano e verde;  Cristina Tajani alle politiche del lavoro, sviluppo economico, università e ricerca.

Nonostante il nuovo sindaco di Milano avesse promesso linea dura contro i doppi incarichi, per Bruno Tabacci ha fatto un’eccezione. Al deputato dell'Api va l'assessorato al Bilancio do i poteri forti sono pronti a giocare la vera pertita. Il bilancio previsionale per il 2011, così come è stato votato dal Consiglio comunale, prevede un avanzo di amministrazione di 48 milioni di euro che deriva da due operazioni straordinarie messe in campo: la quotazione a piazza Affari della Sea con conseguente maxi dividendo da 110 milioni di euro, e la vendita della quota posseduta da Palazzo Marino in Serravalle Autostrade che ammonta ad altro 170 milioni di euro. Va da sé che qualora queste operazioni non dovessero andare in porto ci sarebbe un buco di un importo almeno pari. Lorenzo Fumagalli del Sussidiario ricorda che "il valore delle azioni della Serravalle fu drogato da Penati che, per questo, è stato condannato dalla Corte dei Conti. Ma Serravalle è una vera e propria miniera di appalti". Ed è proprio qui la vera sfida. Con Tabacci che da sempre è contrario alla vendita del pacchetto azionario che potrebbe invece far gola a quei poteri forti - quell'establishment fatto di banchieri e finanzieri di sinistra - che hanno appoggiato Pisapia durante la campagna elettorale.

Ma le contraddizioni non finiscono qui.

Pisapia ha provato ad annullare i potenziali oppositori in giunta dove non compare né Rifondazione né l'Idv né i radicali. Il neo sindaco non ha trovato posto per Basilio Rizzo che spera di diventare presidente dell'Assemblea. "Queste persone - spiega l’ex assessore all’Urbanistica Carlo Masseroli -  diventeranno oppositori in Consiglio comunale". Non solo. Ha anche ridimensionato le aspettative di Boeri a cui va una delega sostanzialmente vuota: curerà l'Expo ma non avrà l’urbanistica - segno che anche per Pisapia rifare il Pgt in sei mesi è una favola. "Non portare in giunta una persona capace come Carmela Rozza - continua Masseroli - vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi, dove sono prevedibili dialettiche tra il sindaco e Boeri piuttosto che fra Corritore e Tabacci". Di sicuro ne vedremo delle belle...