Milano premia l’imam buono di via Padova

Un tour de force di 11 ore per scegliere a chi assegnare gli Ambrogini. Si sono chiusi in conclave come sempre, quest’anno dalle 14 a notte fonda i presidenti dei gruppi consiliari e l’ufficio di presidenza per decidere i nomi dei cittadini che, tra i 100 e più candidati, hanno fatto grande Milano. A «disposizione» 30 medaglie d’oro, 40 attestati di benemerenza e tre Grandi medaglie d’oro che verranno assegnate, come vuole la tradizione, il giorno di Sant’Ambrogio. Riceveranno l’Ambrogino la candidata numero uno del sindaco, Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e Mondadori, dal 2008 anche nel board di Mediobanca, consacrata da Forbes come la donna più potente d’Italia e tra le cento donne più influenti del pianeta. Con lei il direttore della Casa della cultura islamica di via Padova Asfa Mahmoud, che fa il paio con l’Ambrogino 2008 a Yahya Pallavicini, vicepresidente del Coreis.
Tutti d’accordo sulla grande medaglia d’Oro alla memoria a don Gnocchi, medaglia alla memoria anche alla giornalista Camilla Cederna, che viene invece negata al poeta Giovanni Raboni. Premiati gli altri candidati dal sindaco, l’ex capitano del Milan Paolo Maldini, la regista del Franco Parenti Andrée Ruth Shammah, gli stilisti Stefano Dolce e Domenico Gabbana. «Affossati» invece lo chef Gualtiero Marchesi e il pugile Roberto Cammarelle, coinvolto con il collega Giacobbe Fragomeni, Ambrogino d’oro 2008, nel progetto della palestra di boxe allo Stadera, uno dei quartieri più difficili della città.
Stralciato dalla lista anche il presidente di Sos usura Frediano Manzi e il gioielliere rapinato di Cinisello Balsamo Remigio Radolli. Bocciata dopo una discussione di cinque ore, che provoca anche la spaccatura interna della sinistra, la candidatura degli operai della Innse Presse, proposta da Basilio Rizzo, capogruppo della lista Uniti per Dario Fo, che non arriva nemmeno alla votazione. «Non si tratta di un riconoscimento dato ai lavoratori - ribatte il capogruppo del Pdl Giulio Gallera - ma a un metodo di lotta illegale e contro il buon senso». Sembra un film già visto: lo scorso anno Rizzo aveva lasciato l’aula dopo una estenuante trattativa per inserire il nome di Enzo Biagi nella lista delle civiche benemerenze.
Bocciato per il secondo anno consecutivo l’Ambrogino a Roberto Saviano, che sarà in compenso insignito della cittadinanza onoraria. Destra e sinistra di comune accordo - non «un accordo al ribasso», ci tiene a specificare Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd - presenteranno un’iniziativa consigliare a questo proposito. «La decisione di conferire la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano - spiega il presidente del consiglio Manfredi Palmeri - è stata presa dopo che si è registrata una piena adesione alla proposta di assegnargli l’Ambrogino d’Oro».
Tra i premiati con civiche benemerenze anche il presidente della Triennale Davide Rampello, il rettore dello Iulm Giovanni Puglisi e l’Agedo, l’associazione dei genitori di omosessuali. Anche rappresentanti della stampa compaiono nella lista dei premiati: Maurizio Belpietro direttore di Libero, il direttore della Stampa, Mario Calabresi, la rivista di annunci Secondamano e Radio 24. Nella lista dei candidati spicca anche il Pio Albergo Trivulzio, il servizio di radio taxi 8585, l’Unione dei giovani ebrei italiani, il responsabile dell’ambulatorio dell’opera san Francesco.