Milano, rapina in casa Medico muore soffocato

Marzio Colturani, 64 anni, ginecologo in pensione è la vittima. Nella notte tre ladri, "con accento dell'Est", sono entrati in casa sua, l'hanno immobilizzato e imbavagliato, poi hanno svaligiato la casa. E' morto a causa delle difficoltà respiratorie

Milano - Un medico di 64 anni è morto nella notte durante una rapina nella sua abitazione. È accaduto nella zona Fiera a Milano in una lussuosa abitazione al settimo piano di un palazzo in via Comerio 3, dove, secondo le prime informazioni, si sono introdotti almeno tre banditi. L’uomo sarebbe rimasto soffocato dal lenzuolo strettogli intorno alla bocca e al viso dai rapinatori. Sul posto si trovano i carabinieri del comando provinciale di Milano. Secondo gli investigatori, che dalle prime luci dell’alba stanno effettuando i rilievi scientifici sulla scena della tragica rapina, il medico non sarebbe stato imbavagliato in modo da impedirgli del tutto di respirare: la bocca sarebbe stata chiusa con del nastro da pacchi e il corpo sarebbe stato avvolto con una coperta o un lenzuolo, per impedirne i movimenti. Ma forse anche a causa delle condizioni di salute del medico, già sofferente, l’imbavagliamento potrebbe essere stata la causa della morte.

Ricostruzione Sul posto si trovano ora il sostituto procuratore di turno e i comandanti del nucleo operativo e del reparto operativo del comando provinciale dell’arma. Secondo le prime informazioni, i banditi, che avrebbero un accento dell’ Est, entrati in casa poco dopo le tre di notte, hanno svaligiato la casa portando via quadri, gioielli e soldi da una cassaforte. I banditi si sono introdotti nell’appartamento senza alcuna effrazione: tra le ipotesi, quindi, è che possano essere arrivati a colpo sicuro.

Tra le braccia del figlio È morto praticamente tra le braccia del figlio, Marzio Colturani, 64 anni, ginecologo in pensione. All’uomo, già malato, è stato probabilmente fatale il fatto di essere stato immobilizzato e imbavagliato con del nastro da pacchi. I banditi si sono introdotti nell’appartamento forse con una chiave. Hanno sorpreso nel sonno il figlio della vittima, Luca, farmacista trentenne, lo hanno colpito con un pugno e immobilizzato e imbavagliato nella sua stanza. Poi sono entrati nella stanza del padre, che è vedovo, immobilizzandolo a sua volta con una coperta e imbavagliandolo con nastro adesivo. Appena i rapinatori sono usciti, il figlio si è liberato e ha soccorso il padre, che respirava con grande difficoltà: l’uomo è morto tra le sue braccia. Inutili, quindi, i soccorsi dei medici del 118. I banditi hanno portato via quadri di valore, gioielli e contante da una cassaforte: probabilmente, anche se ancora ogni ipotesi è aperta, erano arrivati a colpo sicuro. Il medico lascia due figli, Luca, il più giovane, che ha una farmacia in centro a Milano, e Matteo, 34 anni, giornalista televisivo, che vive a Sesto Calende.

Il bottino Intorno alle 9.30 sul luogo della rapina, in via Comerio, sono giunti anche i carabinieri del nucleo tutela patrimonio artistico di Monza, tra i massimi esperti dell’arma in fatto di trafugamenti di opere d’arte. Gli investigatori stanno cercando ogni possibile traccia riguardo una serie di quadri che i rapinatori hanno portato via: un dipinto fiammingo di grandi dimensioni e almeno un Morandi, oltre ad altre opere contemporanee e antiche. I carabinieri aiuteranno la Scientifica nel ricostruire perfettamente la dinamica dei fatti. Gli investigatori mantengono il massimo riserbo su tutta la vicenda: da amici e parenti, però, si è appreso che i banditi, almeno tre ma forse anche quattro, hanno portato via diversi quadri, lasciandone altri a terra nell’appartamento, e quindi si cerca di capire se siano scappati con un furgone o utilizzando una normale autovettura. I quadri pare siano stati portati via di peso, senza tagliare la tela come in genere fanno i ladri professionisti. Questo fa pensare che la rapina sia avvenuta anche grazie all’informazione che nell’appartamento vi erano quadri di valore ma non su commissione di qualche collezionista perchè i quadri sono stati portati via con la cornice, un modus operandi del tutto inconsueto.