Milano, retrospettiva di Schifano alle Stelline

Precursore delle avanguardie artistiche a cominciare dai celebri monocromi, e dalla pop art in particolare, Schifano ha contribuito al rinnovamento dell’arte internazionale entrando in contatto con artisti come Tzara, Duchamp, Rauschenberg e Kline, Dine e Jasper Jones senza tralasciare Andy Warhol che conobbe a New York nel 1962.

A dieci anni della sua scomparsa, all’artista-icona dell’arte italiana, Mario Schifano Milano dedica una grande retrospettiva curata da Achille Bonito Oliva e coordinata da Marco Meneguzzo, dal oggi al primo febbraio ospitata alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese- Fondazione Stelline (Corso Magenta 61) in collaborazione con l’Accademia di Brera. Il titolo della rassegna è «Schifano. 1934-1998. Select works», una galleria di capolavori concessi soprattutto da collezionisti a partire dai cicli tematici progressivi, i monocromi, gli incidenti, i paesaggi, fino al linguaggio multimediale.

Spesso paragonato a Warhol noto per la produzione torrenziale e moderna, Schifano aveva in più la dote della pennellata veloce, precisa sebbene il gesto fosse torrenziale e i colori dirompenti quanto e se non di più di quelli di Warhol. Fu proprio negli anni Sessanta che emerge sulla scena internazionale prima come artista di Giorgio Marconi di Milano, dove c’è in corso un’altra esposizione a lui dedicata in via Tadino 15 e poi come creativo della grande scuderia della gallerista americana Ileana Sonnabend. Schifano fu tra i primi a sperimentare gli innesti tra pittura e altre forme d’arte, come la musica, il cinema, il vedeo, la fotografia.

L’ultimo periodo della sua produzione è segnato dai «media» e dalla «multimedialità», interrotto da cicli più strettamente «pittorici». Mentre l’ultima sezione della mostra comprende i disegni, dove è esposta per la prima volta la cartella grafica realizzata con il poeta Frank’Hara, e le Polaroid: «istanti di vita che spesso Schifano trasferisce sulle grandi tele», precisa Achille Bonito Oliva. A chiudere la retrospettiva il montaggio antoloogico dei film dello stesso Schifano a cura di Luca Ronchi che restituisce tutta la vitalità elettrizzante di un artista del cui prodigioso talento se ne accorsero tutti i critici internazionali.

Nel volume edito da Electa si può trovare la storia dei decenni che sottolineano il rapporto tra la vita e la pittura di questo straordinario artista. Sei tele nel 1995 e nel 1996 furono commissionate da Gianni Versace a Schifano per la sua casa di Miami e Via del Gesù a Milano. Oggi le possiamo ammmirare nella boutique di via Borgospesso 15/A. Francesco Guicciardi presidente della Fondazione Credito Valtellinese si dice fiero che anche l’Accademia di Brera (Sala Napoleonica) sia sede di alcuni lavori di Schifano, un rapporto tra pubblico e privato che non vorrebbe rimanesse isolato.
(Ingresso libero, aperto anche la domenica).