Milano ricorda la Merini con fiori e messaggi. L'omaggio della Moratti

Nella camera ardente a Palazzo Marino sulla sua bara
di legno scuro ci sono i fiori appoggiati da alcuni ammiratori, ai piedi del feretro, c’è un cuscino di rose bianche e
la scritta "Alla cara Merini" lasciata dalla cantante Milva. Il sindaco: "Sapeva far prevalere nei suoi scritti sempre l’amore, proprio come
Milano". Domani alle 14 funerali di Stato in Duomo

Fiori e messaggi. Così Milano ricorda la poetessa Alda Merini, morta domenica all’ospedale San Paolo. Sulla sua bara di legno scuro ci sono i fiori appoggiati da alcuni ammiratori, ai piedi del feretro, c’è un cuscino di rose bianche e la scritta «Alla cara Merini» lasciata dalla cantante Milva. Accanto alla bara i figli dell’artista che amava Milano e una corona di fiori del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Diversi i milanesi che alle 9,30, orario di apertura della camera ardente, nella sede del comune di Milano, hanno reso omaggio alla poetessa. «Grazie Alda per quanto la tua anima martoriata ha saputo donarci», è uno dei messaggi lasciato da uno dei fan. «Il tuo sorriso limpido, la tua ironia, l’umorismo e le tue poesie. Mi Mancherai», è un altro dei messaggi di chi ha reso omaggio al feretro dell’artista. La camera ardente proseguirà fino alle 20,30 poi riaprirà domani mattina fino alle 12. I funerali di Stato saranno celebrati domani alle 14 in Duomo.

L'omaggio della Moratti «Ho voluto portare alla famiglia il saluto e l’abbraccio della città perchè Alda amava davvero Milano». Così il sindaco del capoluogo lombardo, Letizia Moratti, ha reso omaggio al feretro della poetessa Alda Merini, intrattenendosi con le figlie della poetessa scomparsa. «È stata una persona che ha vissuto nella sua vita momenti di difficoltà, di sofferenza, di contraddizione, forse come la nostra città, - continua - ma sapeva far prevalere nei suoi scritti sempre l’amore, proprio come Milano». Il primo cittadino ha ricordato l’abitudine di incontrarsi a Ferragosto per il pranzo con gli anziani. «Alda Merini non lasciava mai Milano. Viveva nella sua casa di Porta Ticinese e si spostava solo per andare a messa nella chiesa di S. Rita: era davvero legata al suo quartiere, alla sua casa, alla nostra città». «Ho parlato con la famiglia e con tutti gli amici di Alda e mi è sembrato giusto da subito proporre la camera ardente a Palazzo Marino e i funerali di Stato, trovando la piena rispondenza del governo, proprio perchè si è capita la statura nazionale di Alda Merini», ha aggiunto il sindaco.