Milano rischia l’Expo 2015 per cinque errori del governo

Smirne contende al capoluogo lombardo l’esposizione universale. Ma
mentre il presidente turco si espone in prima persona il nostro
ministro degli Esteri latita. Lunedì prossimo il verdetto dei 140 delegati che rappresentano tutto il mondo. <a href="/a.pic1?ID=250691" target="_blank"><strong>Tutti gli sbagli che possono penalizzare la metropoli</strong></a>

da Milano

Sembra un incubo. Milano costretta a rincorrere Smirne. Chi l’avrebbe detto all’inizio della corsa per l’Expo 2015? «Siamo alla pari», si lascia scappare un collaboratore del sindaco Letizia Moratti. Segno che i conti alla fine potrebbero non tornare. E i motivi ci sono. Almeno cinque da imputare al governo Prodi che nella sfida ci ha messo ben poco. Se Smirne vincerà l’Expo, il governo turco (di colore politico diverso da chi amministra la città) costruirà un aeroporto da 50 milioni di passeggeri l’anno. Il doppio di Malpensa che il governo italiano ha pensato invece di cominciare a «chiudere» per svendere Alitalia proprio nei giorni che precedono il verdetto. E così più di cento missioni all’estero, il voto di decine di Paesi conquistato con progetti di sviluppo e collaborazione, un Forum internazionale mai visto a Milano e un dossier prestigioso potrebbero non bastare alla Moratti che nell’impresa si è buttata a capofitto. Mentre dal governo Prodi sono arrivate parole e non fatti. Tanto che per una sfida che significa 10 miliardi di euro in infrastrutture, 4,5 miliardi nell’indotto, 29 milioni di turisti in sei mesi, 7mila eventi e soprattutto 70mila posti di lavoro solo per realizzare l’area, l’ormai ex governo di centrosinistra ha affidato la delega a Bobo Craxi, un semplice sottosegretario per un ruolo che avrebbe consigliato l’impegno di un ministro. Magari quel Massimo D’Alema che per l’Expo ben poco si è speso. Come in occasione del World economic forum di Davos, prestigioso appuntamento a cui solo la Moratti ha rappresentato Milano. Uno dei tanti episodi nei quali si è sentita abbandonata. Pochi giorni fa, invece, il presidente turco Abdullah Gül è volato a Dakar per il summit dell’Oic (l’Organizzazione della conferenza islamica) dove ha chiesto l’appoggio di ben 56 Paesi. Un gioco di squadra che Milano si sogna e confermato dal sindaco Aziz Kocaoglu. «La candidatura di Smirne è un impegno nazionale, una meta a cui tende con orgoglio tutta la Turchia. Questa è una grande occasione di sviluppo per l’intero Paese. E non intendiamo lasciarcela scappare».