«Milano ristorazione, l’ex dg deve ridare la super liquidazione»

Niente da fare per Mauro Bianchi, l’ex direttore generale di Milano Ristorazione che non solo non riceverà l’indennizzo da 430mila euro richiesto, ma, al contrario, sarà costretto a risarcire la municipalizzata che distribuisce i pasti nelle mense scolastiche. Il Tribunale di Milano - sezione Lavoro, con sentenza del 12 giugno ha rigettato il ricorso dell’ex dg contro il suo licenziamento avvenuto l’11 febbraio 2011, ritenendo inammissibile la richiesta di indennizzo e anzi condannando Bianchi a restituire alla società 462.079 euro, quasi un milione di euro lordi, ovvero la liquidazione ricevuta per le dimissioni nel febbraio 2010.
La vicenda risale all’epoca della Moratti sindaco quando Bianchi fu accusato di aver incassato la buonuscita, che il contratto gli garantiva in caso di licenziamento o dimissioni, senza aver avvertito Comune e società e, soprattutto, continuando a rivestire il suo ruolo. L’allora presidente di Milano Ristorazione Roberto Predolin dopo un mese di indagine interna, si è presentato da Letizia Moratti con il dossier raccolto. Una lettera di contestazione e la sospensione, in via cautelativa, l’antipasto della causa.
All’inizio del 2010, poco prima che avvenisse il cambio alla presidenza con l’arrivo di Predolin, il Comune decise di tagliare il compenso, abbassandolo da 340mila euro a 200mila. Per far questo, Bianchi si dimise per essere poi riassunto venti giorni dopo con il nuovo contratto. Incassando anche la maxi liquidazione.