Milano Ristorazione messa a dieta, ma per gli amici la poltrona si trova

SPOIL SYSTEM Tagli ma solo di facciata. Il Comune elimina due membri nel consiglio di amministrazione ma torna
la figura del direttore generale. E sarà un candidato della lista per
Pisapia. <a href="/a.pic1?ID=548364" target="_blank"><strong>PROMESSE MANCATE</strong></a> Mense, cambiano i vertici non i menù di <em>Luca Fazzo </em>

Cura dimagrante per la Milano Ristorazione? Così sembrava, annunciata nei giorni scorsi la riduzione da cinque a tre poltrone nel cda della società che gestisce le mense scolastiche. Giuliano Pisapia ha scelto come presidente Gabriella Iacono, 54 anni, che ricopriva l’incarico di manager per Gemeaz Cuisin spa, altra azienda leader nel settore della ristorazione che, dicono i beninformati, osserva con attenzione le strategie della nuova giunta sulla società. Se procederà a privatizzazione o spacchettamento del servizio in tre aree, la Geemaz non si lascerà sfuggire l’occasione di entrare nel business. Gli altri due componenti sono Claudia Sorlini, 68 anni, professore della Statale e componente scientifico di Expo 2015, e il dietologo Alfredo Vanotti, 61 anni, che era stato candidato alla poltrona dal capogruppo della Lega Matteo Salvini. Due poltrone in meno, ma il risparmio verrà in pratica azzerato visto che nella prima seduta del nuovo board ieri mattina è stato annunciato l’ingresso in tempi stretti di un direttore generale, figura che nell’ex ristrutturazione aziendale, dopo il burrascoso licenziamento di Mauro Bianchi (su di lui scoppiò un caso per la buonuscita milionaria che si era auto-assegnato, Letizia Moratti lo sospese e fu avviato un’indagine interna) era stata eliminata. Ed è sul nome del futuro dg che si accende un faro. Ieri al consiglio è stato anticipato che ad assumere il ruolo sarà Alberto Ferrari, il voto è rinviato a venerdì. Era già in lista per il cda, la sua candidatura al bando della Milano Ristorazione era presentata dalle firme di 189 cittadini. Ma gli è andata male. Gli era andata male anche alle ultime elezioni comunali, dove si è candidato come consigliere comunale e consigliere della zona 2 nella lista del Pd, per Pisapia sindaco. Negli ultimi sedici anni, scriveva nella presentazione, «sono stato direttore del Settore educazione dove mi sono occupato dei servizi per i minori da zero a sei anni» e «per alcuni anni ho avuto anche la responsabilità prima della refezione scolastica e poi della supervisione e controllo sulla Milano Ristorazione». Prima con l’assessore Tiziana Maiolo, dopo con l’assessore fedelissima della Moratti, Mariolina Moioli fino al 2008. Ed è lui che «vistava» i menu e i progetti della società che presentava al Comune l’ex dg Bianchi. Chissà quanti di quei documenti finiranno sotto esame dei giudici, visto che contro la Milano Ristorazione pende una class action che i genitori delle mense hanno avviato davanti al Tar lo scorso aprile, una battaglia legale partita già nel 2010 ma dopo la richiesta di conciliazione respinta le famiglie hanno deciso di unire le forze per contestare l’inadempimento del contratto firmato nel 2000 tra Comune e MiRi. Una lista infinita di reclami, dall’uso del grana padano al posto del parmigiano reggiano alle verdure surgelate in tavola invece di quelle fresche. Ferrari insomma rischia di trovarsi in mezzo a un conflitto di interessi.
Intanto ieri Giuliano Pisapia, accompagnato dal vicesindaco e assessore all’Educazione, Maria Grazia Guida, hanno pranzato insieme ai bambini e alle educatrici della scuola d’infanzia di via Raffaello Sanzio. Ha mangiato la pasta al pomodoro, il formaggio, e avanzato i fagiolini. «Sono certo che con Gabriella Iacono, manager esperta nel campo della ristorazione scolastica - ha commentato il sindaco a fine incontro - ci sarà il miglioramento della qualità dei pasti che abbiamo indicato come una priorità della nostra amministrazione».