Milano ritrova le passerelle e si riscalda con Ballantyne

Paola Bulbarelli

da Milano

Il suo è addirittura segreto con tanto di piante biologiche, alberi potati a forma di globo e rose a più non posso. E si trova nel loro nido d’amore a Clarence House. Non tutte però sono Camilla, principessa, e non tutti sono Carlo, in teoria futuro re, che le ha portato come dono di nozze un parco. Ma per buttarsi a capofitto nel giardinaggio non bisogna necessariamente essere qualcuno o possedere ettari di terreno. Basta un balcone e un minimo di pollice verde per prendere due piccioni con una fava: fiori tutto l’anno e la certezza di essere moderne, chic, à la page.
È questa la moda che va di moda. O, per meglio dire, la prima tendenza uscita dalle passerelle che hanno inaugurato la settimana milanese dedicata alle collezioni della prossima primavera estate. Si dice giardinaggio e si legge stile di vita. Che significa via dalla pazza folla e dallo stress per cercare pace e tranquillità. E che applicato a un modo di vestire si traduce in esclusivi trench e giacchine con deliziosi fiorellini rubati da un cuscino vittoriano visto per caso, in pulloverini impreziositi da tralci di rose e peonie cari come il fuoco ma belli senza paragoni, in sandali con la zeppa in cotone stampato a margheritine. Così vestite, da capo a piede da Ballantyne, si può andare in giro per il mondo certe di essere notate per eleganza e raffinatezza. Non più solo i mitici maglioni a rombi ma una collezione completa, presto corredata pure dei jeans, studiata e ristudiata da Matteo Montezemolo, capace di rubare la scena a quei marchi che non possono contare su una storia autentica. Paris Hilton, Claudia Schiffer, Elle McPherson, clienti abituali di Ballantyne, sono state contagiate dall’effetto sentimentale dei colori, degli accostamenti, dei ricami. E l’ultima novità è che su un maglione Ballantyne ci puoi pure mettere le tinte a piacimento cosi come si possono incollare a caldo le immagini che si vogliono. Un fai-da-te per chi la moda la vuole interpretare e non subire. Un fai-da-te che ti porta a curare il tuo piccolo o grande giardino indossando una camicia di batista con le maniche a calla e un paio di pantalonacci corti, rubati a lui. Tutto firmato da Kristina Ti il cui motto è addirittura: «let’s go garden».
Piace quest’atmosfera, piace questa rilassatezza che si trasforma in abitini dalla vita alta in chiffon, piace il romanticismo di golfini giustacuore. Piace a Anna Agnelli, a Verde Visconti, a Alessia Marcuzzi in prima fila. C’è il Ministro Scaiola che applaude anche «il coraggio di portare certe cose in passerella», nel senso che vede tante modelle con poche, pochissime cose addosso. Belle? È la domanda. «Bellissime ma starebbero meglio con qualche chilo in più». Eccolo accontentato da Roberta di Camerino dove le indossatrici esibivano forme giuste nei punti giusti messe in evidenze dai capi iperfemminili della ormai ottuagenaria e in gambissima stilista. E chissà che tra giardinaggio e clorofilla mania (bere la linfa delle piante) ultima trovata americana, non trovi sempre più spazio pure l’hobby dell’arte. Per fortuna ce l’ha Pierluigi Fucci capace di creare una moda in perfetta sintonia con la scultura in un gioco virtuoso di tessuti, sovrapposizioni e ricami.