Milano Rock: è il momento delle «cover band» Stasera suona il quartetto lombardo Mister No

Piccoli fan crescono. O, per meglio dire, si moltiplicano. Nelle cantine, a riprodurre nota per nota le canzoni dei loro idoli e, poi, sui palchi di club e discoteche, birrerie e centri sociali. Una crescita esponenziale quella dei gruppi cloni, o «cover band» come si preferisce dire di quelle formazioni che non possono o non vogliono mai recidere il cordone ombelicale con la loro rockstar di riferimento. Ormai ce n’è per tutti i gusti e tutte le occasioni: fotocopie dei Queen e ricalchi degli U2; «lucidi» dei Kiss e degli Oasis o facsimili di Vasco Rossi e Ligabue. Un fenomeno. O un'epidemia. Certo è che chi ha memoria per ricordare non può fare a meno di ripensare ai Beatles del Cavern e poi dello Star Club di Amburgo: non erano anche i futuri fab four una «cover band» a tutti gli effetti? Viva l'emulazione, dunque: il rock vive, o sopravvive, anche di quella. E poi c'è da dire che un conto e un costo hanno i grandi nomi e un altro i loro appassionati imitatori. Così, in attesa del ritorno in massa delle star nel capoluogo lombardo, le serate live sono appannaggio dei «copioni». Stasera, per esempio, ad animare l'happening «Milano Rock» dell'Alcatraz di via Valtellina (ore 22.30) ci saranno i Mister No, collaudato quartetto il cui nome è ispirato al personaggio dei fumetti ideato da Sergio Bonelli oltre trent’anni fa. Stakanovisti della musica dal vivo, i quattro componenti del gruppo, musicisti professionisti di rodata esperienza, vantano un repertorio di assai eclettico incentrato perlopiù sui classici del rock duro e dell'heavy metal. Vi piacciono Ac/Dc, Black Sabbath, Deep Purple, Led Zeppelin o Jimi Hendrix? Di sicuro, Fabri Kiarelli (chitarra e voce), Aurelio «Wild Pig» De Santis (chitarre), Steve «Ferrovecchio» De Santis (basso) e Mao «The Animal» Granata (batteria), non vi deluderanno. Non a caso la band lombarda va fiera di un seguito consolidato di «aficionados» in tutto il Nord Italia e anche in Ticino.