Milano-Roma, patto «olimpico» per il 2016

Pronta la squadra per Palazzo Marino. L’ex ministro: «Accordo condiviso dai partiti»

Sabrina Cottone

Un’alleanza tra Roma e Milano per le Olimpiadi 2016 e non solo. Letizia Moratti è volata nella Capitale per il consiglio nazionale dell’Anci (l’associazione nazionale dei Comuni italiani) a chiedere «un premio per le città virtuose» come Milano e a incontrare Walter Veltroni, con il quale è decisa a portare avanti una collaborazione istituzionale molto stretta su temi strategici. «Milano e Roma, come emerge dai dati Istat, sono la locomotiva del Paese. Ci sono specificità diverse, se messe in sinergia possono rafforzare l’una e l’altra senza perderci in una competizione dannosa» dice Letizia Moratti in Campidoglio. Insomma, uniti si vince a prescindere dagli schieramenti politici.
Al centro dell’attenzione «una candidatura italiana forte per le Olimpiadi» e un gruppo di lavoro comune su Malpensa e Fiumicino, per presentare ad Alitalia una serie di proposte che salvaguardino gli interessi e le specificità di entrambi gli aeroporti. Quanto alle Olimpiadi, il Cio deciderà entro un mese sui Giochi del 2016 e l’accordo tra Moratti e Veltroni prevede che, al di là di chi sarà scelto, si cercherà di realizzare il più alto coinvolgimento possibile dell’altra città nell’evento. È l’alternativa più simile alla candidatura gemella che Roma e Milano avrebbero voluto presentare ma che è stata giudicata inattuabile dal Cio. A sancire la sintonia tra le due città l’invito di Veltroni alla giunta milanese perché in autunno vada in visita nella Capitale.
«Non mi sento battuta sul tempo da Veltroni» scherza la Moratti dopo l’incontro. Perché è vero che lui ha già presentato la giunta, ma «per un sindaco rieletto è molto più facile che per un sindaco neo eletto». E poi anche la squadra milanese è pronta, è stata messa insieme «sulla base di competenze e professionalità e con l’ingresso in giunta di giovani che portano energie e risorse nuove». La Moratti non nasconde la soddisfazione: «L’accordo è stato raggiunto nel rispetto delle prerogative del sindaco sulla scelta degli assessori, ma con la totale condivisione da parte dei partiti». Come dire: la decisione finale è toccata al signor sindaco, che è riuscita a trovare l’intesa generale.
La giornata romana è stata densa di appuntamenti, a partire da quello all’Anci, dove la Moratti ha proposto di promuovere una politica che premi i migliori invece di penalizzare i peggiori, così che sia da stimolo per tutti. L’idea è «la premialità per quei Comuni che fanno bene e che devono poter fare sempre meglio e dare servizi sempre più qualitativi ai cittadini». Secondo Moratti «si dovrebbe dare ai Comuni la piena responsabilità delle entrate e delle uscite, in modo tale che possano avere una leva reale per lo sviluppo e per il contenimento là dove è necessario». Tra i progetti la possibilità per il Comune di redigere un bilancio pluriennale, così da poter pianificare meglio grandi investimenti e opere pubbliche.
Una spinta al federalismo fiscale arriverà dalla devolution e anche questo è il motivo per cui l’ex ministro difende le ragioni del sì al referendum del 25 e 26 giugno: «Credo che questa forma di devolution fornisca alle autonomie locali leve di entrate fondamentali. Il rafforzamento delle autonomie locali è parte importante di questa riforma con la quale si riportano correttamente allo Stato alcuni temi che erano affidati agli enti locali come energia e infrastrutture».