Milano-Roma, sfida capitale a canestro

La squadra di Lardo ha aggiunto Bulleri e Galanda a un gruppo già brillante

Oscar Eleni

Il basket, dicono quelli che non possono farne a meno – pronti a rinunciare a Messina, Basile, Marconato e a Pozzecco, che stravince spesso fuori stagione – è un grande gioco perché ti obbliga a guardare sempre in alto. Qualcuno che non si sente vedovo per i ricchi esiliati che hanno lasciato, con tutte le ragioni dalla loro parte, il campionato italiano, adesso pensano lo stesso in grande perché è scritto che Milano e Roma, l’Armani e la Lottomatica, possono vincere il prossimo scudetto, si batteranno per diventare prestissimo fra le ambiziose sorelle europee. Con i costi ci stanno già arrivando, e questo spaventa, vedremo il rendimento, ma intanto buon risveglio per tutte e due anche se al campionato manca tanto, in mezzo il fiume dell’Europeo per la Nazionale più ricca, bella, ma non più facile da gestire rispetto ad Atene, e tanti allenamenti per il club fino al 9 ottobre quando partirà la corsa per il titolo.
Olimpia e Virtus si sono ritrovate ieri sotto la pioggia, cosa normale per Milano, più strana per Roma e infatti qualcuno ha sentito addirittura la scossa del terremoto che ha staccato qualche calcinaccio a Nettuno.
Sensazioni forti fin dal primo giorno a ranghi incompleti. Lino Lardo ha fuori quattro nazionali, tre con l’Italia, Calabria, Bulleri e Galanda, uno, Schultze, con la Germania. Svetislav Pesic non ha trovato al raduno Righetti, che è in azzurro, ma potrebbe anche tornare a casa, sapeva di non poter avere Bodiroga che sfregherà la lampada per la Serbia cercando l’oro a 32 anni dopo aver vinto tutto, e l’australiano Helliwell che ora piace anche alla sua Nazionale. Milano e il Monte Stella prima di Folgaria. Roma già verso il ritiro di Norcia.
L’Armani è completa, è stata fatta con saggezza, sfruttando l’usato sicuro, sfidando le leggi della gravità gestionale in campo con Bulleri, regista da basket «champagne», a cui farà bene Coldebella come tutor e Cavaliero come stimolo, in attesa che Djordjevic decida quando tornare per allargare di nuovo il campo. Con Galanda, che ha già accettato di essere sostegno pure per Blair, il recupero di Fajardo, lo sguardo dal ponte verso il futuro con giovani di talento come Gallinari, da lasciare maturare in una serie inferiore, si può dire che ora il problema per l’allenatore e la società sarà fare il passo in più. Correre in campionato e nell’Eurolega vuol dire stressare una squadra e un’organizzazione. Non basterà sventolare le giacche, darsi delle grandi pacche sulle spalle. La corsa non è soltanto per cuori ribelli e ora Milano ritroverà, su ogni campo, quell’ostilità che un tempo era la sua benzina.
Per la Lottomatica sembra più complesso completare una squadra che è difficile da decifrare sotto canestro, anche se dovesse arrivare il tedesco Femerling, che sfida il tempo chiedendo a Bodiroga tutta l’arte sua ora che sembra sfinito da una carriera che forse sperava di chiudere in carrozza e non in miniera, ma, dicono gli estimatori di un artista che avrebbe deliziato anche la Nba, se Dejan ha accettato di tornare a sentire la frusta di Pesic, allora è convinto di farcela. Vedremo chi gli starà al fianco, se sarà Ilievski, vedremo come fiorirà Hawkins, in attesa di capire se Righetti, Tonolli e Giachetti, più di Sconochini, Tusek, Helliwell, e forse di Van der Spiegel, sono entrati nella dimensione di un allenatore che non ha sbagliato spesso nella sua carriera plurivittoriosa.
Per farle incontrare una prima volta in questa stagione i due tifosi doc, il sindaco Veltroni e il governatore Formigoni, sembrano essersi inventati un trofeo, l’appuntamento è per il 28 settembre nella Capitale, poi faccia a faccia il primo ottobre nella Tim Cup da mezzo tempo a scontro coinvolgendo i Campioni d’Italia della Climamio. Milano e Roma per far sapere a Treviso, Siena e Fortitudo Bologna che nuovi sceriffi sono arrivati a Silverado. Ora vedremo se avranno bisogno di sparare per tornare a comandare.