A Milano il rugby va in meta anche nel carcere minorile

La Asr Milano, storica società dello sport ovale, organizza una serie di corsi per i detenuti del carcere minorile Beccaria. Un modo per applicare la disciplina e il rispetto delle regole tra i ragazzi avviati al recupero sociale.

Uno sport ad effetti speciali. Uno sport che riesce a sfondare anche le barriere più difficili. Il rugby cerca la meta impossibile, andando persino oltre le sbarre di un carcere minorile, il famoso Beccaria di Milano, approdando in un mondo dove la pena deve affiancarsi necessariamente al recupero e alla disciplina. E quale sport meglio del rugby può gestire l'aggressività, regolamentare la forza e tenere tutti sotto una dura disciplina? Così una delle storiche squadre milanesi, la vecchia Asr, ormai lontana da tempo dai fasti della serie A, quando negli anni Ottanta si arrivò ancora a gustare i derby nel massimo campionato con la blasonata Amatori, ha pensato di rendersi utile anche sul fronte sociale, andando a portare il rugby tra i ragazzi reclusi al Beccaria. Un'iniziativa significativa, frutto del puro volontariato, che porta ogni settimana tecnici e giocatori della squadra milanese ad insegnare mischie e touche a una ventina di ragazzi dell'istituto che hanno aderito all'iniziativa. Un'iniziativa supportata da sponsor di prestigio (Iveco e Edison) ma sostenuta soprattutto dall'Asr che mette a disposizione dell'istituto anni e anni di esperienza di rugby insegnato sugli spelacchiati campi milanesi. Così ogni venerdì pomeriggio il portone dell'istituto si apre ai rugbisti milanesi e i risultati hanno già portato alla disputa di una partita mista tra i ragazzi del Beccaria e una compagnine di “Old“ del rugby milanese. Uno sforzo particolarmente apprezzato dai responsabili dell'istituto di pena che vedono nell'organizzazione di mini-eventi all'interno dell'istituto una chiave per responsabilizzare e far crescere sul piano comportamentale ragazzi che presto dovranno essere reinseriti nel tessuto sociale. L'iniziativa è stata presentata dall'Asr assieme al progetto soft rugby che sta portando questo sport in sei scuole elementari milanesi dove il pallone ovale ha subito avuto successo. Nella stessa occasione è stato presentato anche il libro “ASR story. Gianni Curioni e la Rugby Milano“, un prezioso amarcord che ripercorre la crescita di una società approdata dalla serie C alla prima serie sotto la guida di un personaggio come il professor Curioni che, con il suo indimenticabile impeto, ha dato moltissimo, come dirigente e come medico, al rugby milanese e non solo.