«Milano sarà capitale della ricerca biomedica»

Veronesi: «Si deve creare una centrale avanzata di studio e di coordinamento»

Chiara Campo

Fino a qualche mese fa, sembravano pronti al duello per conquistare la poltrona di Palazzo Marino. «Ma è stato un convincimento puramente giornalistico, non credo di aver mai avuto dentro di me questa vocazione», assicura il professor Umberto Veronesi. Che, invece di essere candidato sindaco come l’Unione avrebbe voluto, ieri ha stretto un’alleanza con quello del centrodestra, Letizia Moratti. Insieme, vogliono trasformare Milano nella capitale della scienza e della salute. Un progetto ambizioso su cui il ministro e il professore hanno discusso a lungo ieri mattina incontrandosi all’Istituto europeo di oncologia di via Ripamonti. «Da noi - sostiene Letizia Moratti - ci sono grandi ospedali, come lo Ieo, da sempre collegati con la borghesia illuminata, e Milano ha un tale concentrato di eccellenze nel campo della ricerca e della cura che può competere con città con Francoforte e Parigi. Ecco perché ha le potenzialità per candidarsi a capitale europea della scienza e della salute». Veronesi è convinto che «l’Europa debba ispirarsi alla visione nordeuropea, dove c’è un istituto federale che è punto d’incontro e coordinamento scientifico per tutti gli Stati Uniti. L’Europa, che ha recuperato lo svantaggio rispetto agli Usa per la ricerca di qualità ma ha ancora molto da fare per quella clinica, deve crearsi una centrale di ricerca avanzata che possa trasmettere agli altri Stati gli avanzamenti delle scoperte. E Milano ha tutte le potenzialità per candidarsi a capitale della ricerca biomedica, si tratta di concentrare qualche sforzo in più».
Impegno che, se sarà futuro sindaco della città, Moratti ha tutte le intenzioni di garantire. Intanto, ha sottolineato l’importanza del raddoppio dell’Istituto oncologico, il cosiddetto Ieo 2, che dovrebbe essere realizzato entro fine 2008 e farà parte del progetto Cerba (il Centro europeo per la ricerca biomedica), la futura Città della scienza - fortemente voluta da Veronesi - che comprenderà gli istituti di ricerca e cura dedicati alle patologie con la più alta indicenza nei prossimi decenni. «Il Comune con le altre istituzioni avrà un ruolo di regia non solo dal punto di vista finanziario ma anche per le procedure amministrative», anticipa Moratti che si è già impegnata ad accompagnare il progetto. Il Comune ad esempio, spiega, «deve favorire il piano creando le infrastrutture necessarie, assegnando le aree, dando borse di studio ai ricercatori stranieri, cofinanziamenti ai progetti di ricerca». Milano capitale della medicina, sottolinea, «anche perché qui si concentra il 20% della ricerca del Paese, ed è fondamentale il collegamento con le industrie farmaceutiche. E qui abbiamo costituito il distretto delle biotecnologie perché è presente il 49% delle imprese nel settore.
Moratti, in veste di ministro dell’Istruzione, ha garantito poi a Veronesi che la Scuola di alta formazione per l’oncologia che il professore intende creare all’interno dello Ieo otterrà la certificazione del Miur, e ha smascherato le bugie raccontate pochi giorni fa dai Ds sul presunto «congelamento» dei 571 milioni di euro annunciati a settembre dal ministro del Welfare Maroni per le grandi opere per la sanità: destinati allo Ieo, Besta, Humanitas, Istituto dei tumori e Bicocca. I soldi, assicura Moratti, potranno essere spesi solo a partire dal 2007 ma sono già stati impegnati dal Ministero, pertanto ha invitato Veronesi ad andare avanti con i bandi di gara e le procedure amministrative per l’allargamento dello Ieo e il progetto Cerba.