Milano scopre il futurismo in rosa

Inaugurata la permanente di Milano, la prima mostra di donne futuriste

Ma non si era detto che il Futurismo era il movimento «nemico» delle donne? La bella biografia «Filippo Tommaso Marinetti» (Mondadori) di Giordano Bruno Guerri sostiene che si tratta di un'avversione tutta presunta e che, in realtà, il mitico «Effetì» il ruolo delle «lei» voleva esaltarlo in tutte le sue declinazioni: mamma, sorella, moglie e amante (soprattutto amante). Sarà, ma qualche dubbio resta. Ora a riannodare il sottile filo rosa che ricondurrebbe alla matassa del Futurismo, arriva anche un'apprezzabile mostra inaugurata alla Permanente di Milano che, fino al 22 febbraio, celebra «Barbara Benedetta Regina. Omaggio alle donne del Futurismo». Obiettivo: «Far conoscere un aspetto sinora poco valorizzato attraverso l'esposizione di alcune opere delle artiste che hanno ricoperto un ruolo di primo piano all'interno del Futurismo». Così, mentre a Palazzo Reale, si celebra il Futurismo «macho», ecco che la Permanente rilancia con un Futurismo più «ancellare» ma non per questo subalterno a quello dei «maestri». Spiegano i curatori della mostra: «Anche se Marinetti e gli estensori del primo manifesto, in polemica con la tradizione, animati da una concezione vitalistica e anarchica, non avessero previsto la loro presenza, le donne, nei decenni successivi e in particolare negli anni Trenta, furono tra i protagonisti di uno degli aspetti non secondari del secondo Futurismo: l'aeropittura». Benedeta, Barbara e Regina parteciparono insieme ai loro colleghi a tutte le più importanti manifestazioni artistiche del periodo: Biennale di Venezia e Quadriennale di Roma comprese, dando seguito nel dopoguerra ad una personale ricerca espressiva legata all'avanguardia e a una rilevante ricerca culturale. Nell'ambito dell'esposizione è anche disponibile il volume di Mirella Bentivoglio e Franca Zoccoli «Le futuriste italiane nelle arti visive» (edizioni De Luca), che esamina in maniera approfondita tutti gli aspetti del «Futurismo al femminile», dall'aeropittura degli esordi alle sperimentazioni e alle contaminazioni tra i diversi linguaggi artistici durante la seconda metà del Novecento.