Milano scopre il noleggio: al mattino si va in «micro» e al pomeriggio in «large»

Aumenta la voglia di «car sharing»: il mezzo non è più di proprietà ma si affitta a seconda delle esigenze. Si risparmiano soldi e stress

L’auto solo quando serve. Poi sparisce. Niente stress per il parcheggio sotto casa che non c’è mai, niente meccanico per la revisione o il cambio gomme, niente incubo bollo e assicurazione, nessuna paura che qualcuno la rubi o sfondi il cristallo per portar via qualcosa e nemmeno (se arriverà) la spesa per il ticket d’ingresso. Per non parlare della benzina alle stelle, perché anche quella è compresa nella tariffa d’affitto come il parcheggio gratis su tutte le strisce blu.
Ecco l’«auto a tempo», la vettura in affitto da prendere e restituire, in due parole il car sharing. Nome ancora in inglese perché nel mondo è una consuetudine, visto che ormai a New York, Londra e Berlino possedere un’auto di proprietà è l’eccezione e non la regola. Ma in Italia quelli che la usano sono ancora considerati dei pionieri. Pochi eccentrici che, in cambio, possono togliersi lo sfizio di andare a prendere i bambini a scuola con una comoda Micra, utilizzare nel pomeriggio il furgone Doblò per la spesa e magari una più sfiziosa Mini per la serata. Una colonia che Letizia Moratti vorrebbe far crescere. «Ogni auto di car sharing - spiega il sindaco di Milano - ne toglie otto dalla strada». Per questo ha chiesto che al ticket d’ingresso fosse, tra l’altro, abbinato l’impegno a portare rapidamente a mille il numero delle auto in affitto in città. Non volete pagare? Abbonatevi alle società che affittano le auto, la nuova filosofia del sindaco. Sicuramente rafforzata dai dati di Legambiente secondo cui a Milano sono immatricolate 950mila auto, quasi 7 ogni mille abitanti. A cui vanno aggiunte le 800mila dei pendolari che ogni giorno entrano in città. Con una cifra che sale vertiginosamente a 1,2 auto in circolazione per ogni milanese.
Attualmente in città le società attive sono due, Milano car sharing (www.milanocarsharing.it) collegata a Legambiente e Guidami (www.guidami.net) consorzio formato da Comune, Regione, Zincar, Aci, Atm e Unione del commercio. Tanto per orientarsi, le tariffe di Guidami prevedono un costo di iscrizione di 120 euro all’anno per nucleo familiare e 216 per le aziende. Affitto che varia a seconda della vettura scelta. Per una Smart Fortwo, una Ford Ka o una Nissan Micra sono 2,20 euro all’ora più 0,40 per chilometro (benzina compresa). Per la Mini One 2,20 euro all’ora e 0,50 al km. Il Doblò Fiat costa 2,50 all’ora e 0,70 al km. Ma da mezzanotte alle 7 auto gratis e per gli iscritti all’Aci prezzi dimezzati. Secondo le stime un risparmio del 30 per cento per chi percorre fino a 8mila km all’anno o mille euro fino a 10mila. Le ricerche dicono che per ora a utilizzare il car sharing sono giovani, liberi professionisti, laureati. Tra i motivi, in testa c’è il risparmio di stress e di tempo (47 per cento) e la convenienza economica (39 per cento). Purtroppo solo il 12 per cento sceglie l’auto in affitto per senso civico, ovvero per migliorare le condizioni dell’ambiente e del traffico.