A Milano si respira l’aria peggiore d’Europa

Sforato ieri il tetto massimo dei trentacinque giorni stabilito dalla Ue: seguono Parigi, Monaco, Berlino e Londra Nel mirino finisce l’Ecopass, ma il sindaco Moratti lo difende: «Dimezzati i veicoli inquinanti, è la strada giusta»<br />

Due giorni in anticipo. Nel 2008 l’aria di Milano era finita sul banco degli imputati il 25 febbraio. Quest’anno, ha sforato già ieri il tetto massimo dei 35 giorni di superamento del Pm10 consentiti dall’Unione Europea, dunque è un’altra volta fuorilegge. Le polveri hanno dato respiro solo 18 giorni su 53, e ci sono state invece giornate come il 13 gennaio con le concentrazioni pari addirittura a 176 microgrammi al metro cubo, più di tre volte oltre la soglia. A rendere ancora più scoraggiante il quadro è il confronto con le altre grandi città milanesi, dove Milano svetta nella classifica della «Mal’aria»: solo Parigi tiene il passo, è seconda con 32 giorni di sforamento del Pm10 da inizio anno, Monaco è terza con 25, seguono Berlino (18 giorni), Londra e Amsterdam (con 17), Bruxelles (14) e la «virtuosa» Barcellona con solo nove giorni off limits. Tra l’anno scorso e il 2009 c’è una grossa differenza, che si chiama Ecopass. «È la dimostrazione del suo fallimento - tuona il capogruppo milanese di Rifondazione, Vladimiro Merlin - ha sottratto dalle casse comunali 12 milioni senza portare benefici. Anzi, come si fa a dire ora che va pure esteso?». Carlo Monguzzi, capogruppo dei Verdi in Regione, ammette che «non è solo un problema di procedura di infrazione e di 12 milioni di multa che stanno arrivando dall’Ue, quello che ci preoccupa sono soprattutto i danni alla salute dei cittadini». Ma difende il ticket d’ingresso «a cui Palazzo Marino sta praticando l’“eutanasia”». Proprio ai capigruppo milanesi ieri i rappresentanti di Legambiente hanno consegnato una lettera aperta per chiedere «interventi immediati per la lotta all’inquinamento» e i lenzuoli bianchi contro lo smog. Il problema, sostiene il capogruppo del Pd Pierfrancesco Majorino, è stato «completamente ignorato dalla giunta. Il principio giusto di Ecopass è stato applicato male, bisogna estenderlo al più presto e nell’immediato dobbiamo tornare alle targhe alterne». Dai banchi della maggioranza, la ricetta delle targhe pari e dispari va applicata anche secondo il repubblicano Franco De Angelis «per superare l’emergenza». I Verdi, per voce del capogruppo Maurizio Baruffi, lanciano invece «l’Ecopass per le caldaie più inquinanti». In pratica, per incentivare la sostituzione dei vecchi impianti centralizzati a gasolio, che alla fine del 2007 erano ancora circa 9.500, «andrebbe introdotta una tassa per ogni giorno di utilizzo». Non condivide l’idea il capogruppo di An Carlo Fidanza, molto più favorevole «a veri incentivi per il rinnovo delle caldaie, piuttosto che balzelli». Critica invece Legambiente (ma anche il ticket d’ingresso) il capogruppo dei Comunisti italiani Francesco Rizzati: «Faccia autocritica su Ecopass, che ha difeso, e poi riprendiamo iniziative comuni contro lo smog». Il sindaco Letizia Moratti difende a spada tratta i provvedimenti avviati dal Comune per rendere più respirabile l’aria della città. «L’impegno dell’amministrazione sull’inquinamento e sulla salute dei cittadini è centrale - afferma -. Grazie a Ecopass e alle altre misure per la mobilità e la salute dei milanesi abbiamo ottenuto risultati positivi». Lo dicono, riferisce, «i risultati del primo anno di sperimentazione». Gli ingressi dei veicoli inquinanti sono diminuiti del 57 per cento, pari a 5.069.000 veicoli all’anno in meno, mentre gli ingressi dei veicoli ecologici sono aumentati del 6 per cento, pari a 677mila mezzi. «Tra gli altri dati importanti - prosegue il sindaco -, sono aumentati del 5,7 per cento i passeggeri del trasporto pubblico, pari a 35 milioni di passeggeri in più». Iniziative a cui si affiancano, ricorda, importanti interventi per la sostituzione di caldaie inquinanti, per lo sviluppo del teleriscaldamento e forti investimenti per sostituire mezzi pubblici con veicoli ecologici.