Milano «Silicon valley» d’Italia Un’impresa su dieci nasce qui

Innovazione, il capoluogo lombardo guida la classifica nazionale del settore: in città più di 15mila imprese

È l’high tech il fiore all'occhiello dell'industria milanese. In tutto, 15.300 imprese, che coprono il 12,1% delle attività italiane del settore. Il dato, emerso da una rilevazione della Camera di commercio di Milano su dati Istat e registro delle imprese relativi al primo semestre 2007, colloca il capoluogo lombardo in vetta alla classifica nazionale per numero di aziende del comparto. Ma anche per la concentrazione: sul totale dell'economia territoriale il 4,5% delle attività è dedito ai settori più innovativi.
Il primato permette alle imprese milanesi di coprire da sole quasi la metà dell'interscambio tecnologico del nostro Paese: un 40,5% che, monetizzato, significa un giro d'affari di quasi 14 miliardi di euro.
Insomma, a Milano l'innovazione è il pane quotidiano dell'economia, come mostra anche il fatto che, sempre secondo rilevazioni della Camera di commercio, nella classifica dell'innovazione Milano sia quarta tra le tredici principali aree metropolitane europee, con 1,8 inventori e 2,9 domande di brevetto europee ogni 1000 abitanti: il 17% di tutte le domande di brevetto europee presentate dall'Italia tra il 1990 e il 2004.
Nel capoluogo lombardo il 65,8% delle aziende high tech è attivo nel settore dell'informatica e attività connesse, pari al 12,7% di tutte le imprese italiane del ramo. Importante anche il peso rivestito dalle 2.700 industrie che fabbricano strumenti di precisione e che coprono il 17,7% del totale high tech milanese e il 10,9% di quello italiano. Determinante l'apporto delle industrie farmaceutiche meneghine, che rappresentano oltre il 52% delle attività nazionali del settore. Peso considerevole anche quello di studi di architettura e ingegneria (9,1% del totale italiano), settore delle telecomunicazioni (10,9%), degli impianti per telecomunicazioni (16,8%) e del commercio elettronico (9,2%). Il 15,2% delle imprese dedite a ricerca e sviluppo in Italia sono milanesi.
Per quel che riguarda gli interscambi nazionali di high tech, Milano copre il 50,4% delle importazioni e il 26% delle esportazioni. Milano importa soprattutto macchine per ufficio, elaboratori ed apparecchiature per sistemi informatici, per un valore di circa 2,5 miliardi di euro, mentre le esportazioni sono trainate da prodotti farmaceutici, chimici e botanici per usi medicinali, il cui giro d'affari a Milano supera il miliardo e mezzo, un quarto del totale italiano.
«Milano è il laboratorio italiano per innovazione - ha detto il segretario generale della Camera di commercio, Pier Andrea Chevallard - grazie ad elementi come il numero delle imprese e la loro concentrazione nell'economia del territorio, ma anche per l'export tecnologico. Un tessuto costituito per la larghissima parte da piccole imprese, che trova la sua forza nel saper rispondere con successo alle sfide di un mercato sempre più competitivo».