Milano snodo italiano delle merci con un fatturato di 6,8 miliardi

Ricerca: qui un terzo del totale italiano nell’organizzazione della distribuzione delle merci, con
quasi 1.500 imprese. Merci che nel 48% dei casi, ovvero uno su due,
vengono trasportate su strada

Un terzo del totale italiano nell’organizzazione della distribuzione delle merci lo muove Milano, con quasi 1.500 imprese e un fatturato di 6,8 miliardi di euro; merci che nel 48% dei casi, ovvero uno su due, vengono trasportate su strada. Sono alcuni dei dati emersi dalla ricerca ’Misurazione e rappresentazione dei flussi logistici di Milanò della Camera di Commercio di Milano, realizzata in collaborazione con Globus et locus tramite l’Università Carlo Cattaneo Liuc. Lo studio è stato presentato oggi a Milano, durante la seconda giornata del Mobility Conference 2010, promosso da Assolombarda e Camera di Commercio di Milano, nel corso del convegno ’Trasporto pubblico locale: efficienza e qualità in Lombardià, al quale hanno preso parte fra gli altri Roberto Formigoni, presidente di Regione Lombardia, Elio Catania, presidente e amministratore delegato di Atm, Giuseppe Biesuz, amministratore delegato Trenitalia-LeNord, e Alberto Barcella, presidente di Confindustria Lombardia. «Efficienza del trasporto pubblico locale - afferma Formigoni - significa aumentare la competitività e l’attrattività del nostro territorio. Concretamente, Regione Lombardia ha investito quasi 7 miliardi di euro nei 5 anni di questa legislatura per il trasporto pubblico locale, di cui per esempio 750 milioni per acquistare nuovi treni».

Ancora non ci si può dire soddisfatti, continua il presidente della Regione, poichè «ci sono ancora motivi di malcontento giustificato nei confronti del servizio dei pendolari», tuttavia bisogna sottolineare come «già rispetto all’inverno scorso la situazione sia migliorata», e come possa ulteriormente migliorare con il patto fatto nel 2008 «con tutti i soggetti interessati, quindi Comuni, province, enti locali, aziende del trasporto pubblico locale, associazioni di utenti, sindacati». La vera novità, conclude Formigoni, è che «la Lombardia si muove come sistema». Il problema, aggiunge Catania, è che «forse è stato trascurato troppo a lungo il ruolo competitivo del trasporto pubblico», visto che per troppi anni «è stato visto come un costo necessario, come i marciapiedi», ignorando il fatto che possa invece «diventare motore di occupazione e di innovazione». Per riuscire in ciò, secondo Barcella, è «estremamente urgente far ripartire con slancio il sistema della liberalizzazione, non solo nei trasporti ma anche nella comunicazione e nelle società pubbliche locali, che in troppi casi creano aziende che occupano un esercito di persone ma che finiscono per interferire con gli enti stessi». Solo in questo modo, asserisce ancora, «si può uscire dalla stasi prodotta dalla chiusura nel sistema monopolistico», perchè se aumentiamo la competitività possiamo «incrementare anche il nostro prodotto interno lordo».