Milano sogna Roma tenta lo sgambetto

Claudio De Carli

Della serie non facciamoci del male, al limite eliminiamoci a vicenda: Roma è solleticata dall’idea di proporre la propria candidatura per i Giochi del 2016, quelli che seguiranno l’edizione londinese. Ma dai. Sono almeno vent’anni che Milano ci prova, tira in piedi comitati d’onore, butta giù carte d’intenti ed ecco che arriva Roma che non solo si propone, ma in buona sostanza ci provoca: «Se il Paese sarà unito nel volerlo - ha dichiarato il sindaco della città Walter Veltroni -, si può riflettere sulla possibilità di ospitare le Olimpiadi del 2016. A patto che sia l’Italia a volerlo, dal Governo al Coni, fino al mondo dell’industria».
Al sindaco di Roma non è arrivata voce che Milano, Italia, è in lista d’attesa? Pensa veramente di trovare un Paese unito nel sostenere la candidatura olimpica romana?
A prescindere che la beffa ci starebbe tutta, visto l’inqualificabile teatrino che è stato tirato in piedi in tutti questi anni all’ombra del miraggio dei Giochi olimpici. In realtà Milano non ha neppure un impianto in grado di ospitare una disciplina, siamo al nulla. Nel frattempo ci godremo i Giochi invernali del 2006 di Torino e, fresca di questi giorni, la designazione romana per i mondiali di nuoto del 2009. Ma forse stiamo solo malignando: vuoi vedere che Veltroni ha capito che con la sua provocazione darà a Milano e alla Lombardia la vera spinta per arrivare ai Giochi?