Milano, stuprata dopo la discoteca

La vittima all'alba aspettava gli amici fuori da una discoteca: è stata
trascinata nei giardini da un marocchino clandestino. Poi è passato un altro magrebino che ha tentato anche lui di violentarla. Da inizio anno già 25 casi

Milano - Due volanti intervengono per calmare una giovane marocchina furibonda con il fidanzato connazionale, rientrato tardi. Scoprendo così che una giovane era stata stuprata e che il violentatore era proprio il nordafricano ritardatario. Non solo: alla scena aveva assistito un altro magrebino che aveva atteso pazientemente il «suo turno». Alla seconda aggressione, la vittima era però riuscita a divincolarsi, fuggire e fare poi arrestare anche l’altro maniaco.

Sono circa le 6 di sabato mattina, nella città ormai già illuminata, un passante segnala una violenta lite tra due stranieri in via Quinto Romano 72, quartiere Baggio, estrema periferia ovest. Partono due volanti ma poco prima dell’arrivo, in via Anselmo da Baggio, notano una ragazza seduta a terra in lacrime con gli abiti sporchi di terra. La «pantera» si ferma per verificare, scoprendo appunto la violenza. La ragazza, F. M. 30 anni, residente in provincia, era uscita dalla discoteca Zoe, in piazza Anita Garibaldi, e stava aspettando gli amici. Qui viene raggiunta da un magrebino che la trascina nel parchetto lì a due passi, la stupra, quindi le sfila un bracciale in cuoio con borchie di metallo e se ne va. A questo punto si fa sotto un secondo nordafricano, non sembra però i due si conoscessero, che cerca di approfittare della situazione. Questa volta la ragazza riesce a divincolarsi e fuggire.

Gli agenti raccolgono la descrizione del bruto e la diramano a tutte volanti. Il messaggio arriva anche ai colleghi della Volante che proprio in quel momento stanno cercando di calmare Karima L., 26 anni, infuriata con il fidanzato Mansour Taufik, 25 anni, clandestino con precedenti per ricettazione e furto. E gli agenti si rendono conto di avere davanti la copia conforme del maniaco. Dalle sue tasche spunta il bracciale appena sottratto e il giovane finisce in questura. C’è però da acchiappare anche il secondo. Così mentre un’ambulanza porta la vittima al Centro anti violenza della Mangiagalli, i poliziotti battono la zona. Poche decine di metri e in via Diotti sorprendono in una cascina abbandonata quattro nordafricani e uno in particolare corrisponde alla descrizione, ma nel dubbio vengono portati via tutti.
In clinica i medici accertano lo stupro, assistono la giovane che, appena ripresasi dallo shock, viene portata in questura. Qui riconosce senza esitazione sia Taufik sia uno dei quattro scovati nella cascina. Si tratta Said Ait Moha, 45 anni, con permesso di soggiorno rilasciato nel 2007 dalla questura di Milano, anche lui con qualche precedente per furto e ricettazione.

«Nel primo trimestre 2009 sono state 17 le violenze denunciate, 4 in più rispetto al medesimo periodo del 2008 - aggiunge ora De Corato - dato in controtendenza rispetto al calo di tutti i reati predatori. È bene ricordare però che a Milano il 90 per cento degli stupratori finisce in cella. Gli episodi salgono a 25 con gli ultimi due mesi e in 23 casi gli autori sono stranieri, mentre le vittime sono metà italiane e metà straniere».