Milano torna in A2 e il baseball parla latino-americano

Argentini e dominicani in campo ma il Kennedy è disastrato

Una nuova, grande avventura nel campionato di baseball che scatta oggi con il debutto a Collecchio. Sei anni dopo l'ultima apparizione in A2, era il settembre 2002, il Milano Baseball, risalita la china, ci riprova. Con tanta voglia di poter tornare in alto, un giorno o l'altro, per poter conquistare un altro scudetto, da aggiungere agli otto vinti (risale al 1970 il titolo più recente). Quest'anno cade anche il cinquantesimo anniversario del primo tricolore del Milano, targato Cus: il 26 aprile, in occasione della prima partita interna, verranno premiati al Kennedy i grandi protagonisti del 1958, da Novali a Gandini, da Balzani a Zerbini, Folli, Galassini, Goldstein, De Muro, Spinosa, Redaelli e Carestiato. Un motivo di stimolo in più per la stagione che va ad affrontare la squadra di Raoul Pasotto che, alla sua sesta stagione consecutiva sulla panchina rossoblù, è ormai tra gli allenatori che sono rimasti più a lungo alla guida del Milano. Meglio di lui hanno fatto solo «Carlito» Passarotto (7 stagioni ma non consecutive), Mauro Mazzotti (8, attuale skipper del Grosseto campione d'Italia) e l'indimenticato Gigi Cameroni (14).
Sarà un Milano «latinoamericano» quello che si presenta all'opening game 2008. Alla sua seconda stagione con la casacca meneghina è il ventottenne argentino Mariano Drago, proveniente da Buenos Aires: arrivato al Kennedy nel 2007, il «portegno» si è particolarmente distinto come interbase, ma è stato anche una mazza caliente in battuta e gran «ladro» di basi. Al suo fianco sono arrivati il connazionale trentaduenne Lisandro Corba, oriundo di Rosario con radici piemontesi: si tratta di un lanciatore d'esperienza (tre campionati a Brescia) con un passato tra i pro americani che all'età di 19 anni lo lanciarono prima nella lega dei «rookie» poi in singolo A, tra il 1995 e il 1996. Corba è stato il primo giocatore della storia del baseball argentino ad essere ingaggiato da una franchigia delle Major League (gli Atlanta Braves). C'è inoltre il dominicano Weltin Cabrera, ricevitore affidabile ma soprattutto potente battitore: l'anno scorso, quando militava con il Paternò, è stato leader assoluto dei punti prodotti in A2. Dall'altra formazioni milanese, l'Ares (che gioca in serie B), è rientrato infine un altro dominicano, Miguel Herrera, ma che ha ottenuto la nostra cittadinanza e quindi, dopo 7 stagioni disputate nel nostro campionato, potrà essere schierato come giocatore di scuola italiana.
Sarà la prima volta in rossoblù, invece, per l'interno italoamericano Mark Cardillo (ex Fiorentina) che però sarà indisponibile per qualche settimana a causa di una frattura della mandibola subita in precampionato. Si aggregherà ai compagni verosimilmente a inizio maggio quando arriverà da New York anche Chris Santoianni, l'italoamericano che è stato punto di forza del Milano nelle ultime due stagioni. La struttura portante del Milano sarà composta dalla «vecchia» guardia con Spinosa, Bacio, Anedda e Selmi in prima linea, cui si affiancheranno l'esterno Parisini e i lanciatori italiani Greggio, Sardo e Andrea Girasole: quest'ultimo, con doppio passaporto, veste anche la maglia della nazionale svizzera.
A proposito di stranieri: Milano rischia di perdere la grande occasione per ospitare al Kennedy qualche partita di cartello del mondiale 2009 che verrà organizzato in Italia. Le condizioni dell’impianto sono talmente disastrate che è assolutamente impensabile, allo stato attuale, che possa ospitare qualche incontro. Messo così sfigurerebbe persino in serie C.