Milano: trovato ordigno anarchico alla Bocconi

Un pacco contenente un ordigno esplosivo è stato trovato all’interno dell’università di Milano, doveva esplodere nella notte tra martedì e mercoledì. Maroni: &quot;Azione da non sottovalutare&quot;. <strong><a href="/interni/pacchi_bomba_fai_principale_pericolo_ultimi_anni/cronaca_milano/16-12-2009/articolo-id=407476-page=0-comments=1">Per gli 007 il gruppo anarchico che ha rivendicato è molto pericoloso</a></strong><br />

Milano - Il pacco bomba all’università Bocconi di Milano conteneva due chili di dinamite collegati a un timer e si trovava in una intercapedine tra uno sgabuzzino e un corridoio sotterraneo. La rivendicazione è arrivata con un volantino al quotidiano Libero. La firma è della "Federazione Anarchica Informale" che in passato aveva firmato altri pacchi bomba, nell’ambito di azioni dimostrative tese a non colpire le persone. Il pacco bomba con un timer puntato alle ore 03.00 non è esploso per un difetto del congegno elettronico. Il plico era stato sistemato in un’intercapedine tra uno sgabuzzino e un corridoio del sotterraneo della Bocconi che collega due edifici. Il timer era collegato a un tubo contenente due chili di dinamite. Secondo quanto riferito dall’università, non ci sono stati danni a cose o persone e lo scoppio, che ha causato la caduta di qualche calcinaccio, è avvenuto nel tunnel tra via Sarfatti e via Bocconi che di notte viene chiuso. Ieri il passaggio tra i due edifici è stato chiuso per qualche ora per consentire gli accertamenti degli artificieri.

La procura apre un'indagine La Procura ha aperto un’indagine sulla bomba. Il procuratore aggiunto Armando Spataro attende per domani la relazione della Digos. Gli investigatori non escludono collegamenti tra la bomba della Bocconi e quella di Gradisca quantomeno sulla base della contemporaneità degli eventi.

Collegamento con attentato Gradisca Sono collegati gli attentati alla Bocconi e alla Cie di Gradisca di isonzo a Gorizia. Ne sono convinti gli investigatori della Digos che stanno indagando sulla parziale esplosione di un ordigno verificatasi questa notte in un sotterraneo dell’Università Bocconi. Il volantino di rivendicazione dell’attentato milanese, un foglio A4, depositato a mano oggi pomeriggio nella casetta della posta della redazione milanese del quotidiano Libero chiede la chiusura immediata dei Centri di identificazione ed espulsione. Nel primo sopralluogo compiuto dagli agenti delle Volanti si è pensato ad un cortocircuito, ma la successiva analisi compiuta dagli artificieri ha permesso di ritrovare parti di un tubo e di esplosivo non detonato.

Il testo del volantino L’intestazione è Operazione Eat The Rich, sulla destra si legge una frase "Con una mano tenera e l’altra armata così esprimo la mia solidarietà guadagnando in ogni battaglia una somma di preziosa liberta". Il testo del volantino, datato 16 dicembre, ore 3am Milano, recita: "2 kg di dinamite porteranno rivolta e distruzione. Chi non terrorizza si ammala di terrore. Abbiamo scelto di colpire dove meno ve lo aspettate. In una fredda notte d’inverno il fragore di un’ esplosione illumina la parola solidarietà, che torna al suo giusto significato concretizzandosi nell’attacco ad un avamposto del dominio, dove si formano i nuovi strumenti ed apparati del capitale, dove si affilano le armi che taglieranno la gola agli sfruttati. L’indignazione morale per la costruzione di sempre nuovi campi di concentramento nel civilissimo occidente di inizio ventunesimo secolo, si trasforma in azione. Non coltiviamo eroismi, con questa nostra prima azione condividiamo semplicemente i rischi che sorelle e fratelli migranti vivono quotidianamente sulla loro pelle. Che la paura cambi disegno, siano ricchi e potenti a tremare, noi a ballare. Sotto, in stampatello, »chiudere subito i centri d’identificazione ed espulsione o inizierà a scorrere il sangue dei padroni". Firmato: Sorelle in armi- Nucleo Mauricio Morales/FAI. A penna è disegnato uno smile e in maiuscolo "scatola metallo 4 viti 8 bulloni".

Maroni: "Azione seria, da non sottovalutare"
"Non è da sottovalutare, è una cosa seria che si articola in una serie di azioni in varie città, a Milano, in Friuli, ma anche a Firenze ed in altri luogh". Lo ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, intervistato dal Tg1, commentando i pacchi bomba alla Bocconi ed al Cie di Gradisca. "Prestiamo - ha sottolineato Maroni - grandissima attenzione a queste iniziative, monitoriamo sempre e studiamo misure da prendere per evitare che si diffondano sul territorio". "A Milano abbiamo assistito in questi giorni a una serie di azioni e di episodi anche molto gravi, come l’aggressione al presidente del consiglio, che ci fanno fatto innalzare ovviamente il livello di guardia, ma le misure che abbiamo deciso di prendere sono assolutam adeguate per fronteggiare la situazione", ha proseguito Maroni.

"Clima di scontro esasperato" All’intervistatrice che gli chiedeva se esista un collegamento tra queste azioni e l’aggressione a Silvio Berlusconi, il ministro ha risposto: "In qualche modo sono riconducibili a un clima di esasperato scontro che va ridimensionato; l’ho detto ieri alla camera e al senato e lo voglio ribadire, sottolineo l’appello che ha fatto il presidente della repubblica a tutte le forze politiche, a tutte le forze sociali, a fronteggiare insieme tutte queste emergenze, abbassare i toni e sviluppare un confronto fermo ma civile evitando di demonizzare gli avversari. Questo credo che sia la cosa più importante da fare. Poi seguono le missure di ordine pubblico e di sicurezza che la polizia e le forze dell’ordine devono attuare e sono assolutamente in grado di attuare, ma questo è il presupposto fondamentale che noi dobbiamo mettere in atto per evitare azioni di questo genere e per evitare atti emulativi".

Gelmini: "E' un fatto gravissimo" "La notizia del ritrovamento di un bomba all’Università Bocconi di Milano è un fatto gravissimo. È un atto di criminalità politica che sembra riportare indietro le lancette della storia a momenti che il nostro Paese ha ormai superato". Lo sottolinea il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini. "Mi auguro - prosegue il ministro - che le autorità competenti facciano piena luce su questo gesto nel più breve tempo possibile. Voglio esprimere al Rettore, al personale docente e a tutti gli studenti dell’università milanese la mia personale solidarietà".

Moratti: "Non creare allarmismi"
Per il sindaco di Milano Letizia Moratti "non c’è motivo di creare allarmismi e tensioni" dopo il rinvenimento di un ordigno all’Università Bocconi di Milano. L’appello del sindaco è giustificato dal fatto che per tutta la giornata è stata in costante contatto con la prefettura e con i vertici dell’Ateneo. "Il mio augurio - ha detto il sindaco - è che prevalga il senso di responsabilità affinchè si possano evitare ingiustificate drammatizzazioni e il mio auspicio è che la vita dell’Ateneo proceda regolarmente come oggi si è svolta l’inaugurazione della Bocconi Art Gallery". Il sindaco di Milano ha dunque invitato tutti a non creare un clima di panico, visto che la situazione è sotto controllo. "Sono stata in costante contatto - ha voluto assicurare - con la Prefettura e con il vertici della Bocconi, così da essere aggiornata in tempo reale sugli sviluppi di questa vicenda, una linea diretta per attivare tutte le misure del caso e rafforzare eventualmente i sistemi di sicurezza preventivi".

De Corato: "Anarchici ci vogliono riportare agli anni 70" "La bomba alla Bocconi è solo l’ultimo tassello di quella che appare sempre più come una strategia eversiva portata avanti da gruppi anarchici, centri sociali e area antagonista no global. Facce conosciute, che vorrebbero portare le lancette della storia indietro agli anni 70. E che quando vengono arrestati, come al centro sociale Zero di Porta Ticinese per le aggressioni all’Università Statale a studenti di Cl, vengono poi subito rilasciati. Senza dimenticare i luoghi occupati abusivamente da decenni. Come lo stabile comunale di via Torricelli dove l’ufficiale giudiziario ha rinviato lo sfratto 40 volte per mancanza di forza pubblica. A testimonianza di un condizionamento che mira a ottenere l’impunità". Lo afferma in una nota il vice sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato.