A Milano il turista arriva in tenda e il «camping» fa il tutto esaurito

Giacomo Susca

Sandali e costume da bagno tutto il giorno, si armano di martello. Sarà un raduno di appassionati di bricolage. Ma poi tirano fuori i picchetti. Si dividono in squadre, mano ai tiranti. Allora è un campionato di tiro alla fune. Sbagliato di nuovo. Questi signori dall’accento nordico sono semplicemente turisti. O meglio i campeggiatori di Milano. Che li ispiri la passione per l’avventura o l’attenzione al portafogli non importa, conta che l’unico campeggio in città (via Airaghi) a Ferragosto fa registrare il tutto esaurito - circa 800 presenze - come se si trovasse sulla riviera romagnola. Sulle guide il «Camping Città di Milano» è un quattro stelle, mette a disposizione 244 piazzole per camper, roulotte o tende più 51 bungalow da due a sei posti. I prezzi? Competitivi. Dagli 11 euro a testa giornalieri con tenda piccola ai 120 all inclusive nella «capanna» con servizi interni. Di qua la tangenziale ovest, di là il parco Aquatica: posizione «strategica», confermano alla reception. «Anche dal punto di vista geografico - riferisce Denise Ottobrini, una dei gestori -. Per olandesi e tedeschi siamo una tappa di avvicinamento alle mete del Sud. Ma non solo, i clienti restano da noi in media tre o quattro giorni». Nonostante si parli soprattutto di giovani, la ricetta «è mantenere la tranquillità del posto. Più che l’animazione preferiamo offrire natura e relax. Abbiamo persino un piccolo zoo con caprette e iguana», spiega Denise. I visitatori usufruiscono di piscina, lavanderia, bar-ristorante, mountain bike a noleggio e spazio per pic-nic a volontà. Altrimenti, gli scivoli e la discoteca dell’Aquatica sono a due passi e pure con lo sconto.
Al successo della vacanza «all’aria aperta» fa eco l’aumento dei pernottamenti negli alberghi metropolitani, come certifica la Camera di Commercio milanese. L’«Osservatorio statistico sul turismo» segnala una crescita nei primi cinque mesi del 2006: +13,2 per cento rispetto a un anno fa. Le presenze sono state in tutto 3,1 milioni, oltre 300mila in più. In primo luogo negli alberghi a quattro stelle, dove il 70% dei letti è costantemente occupato da stranieri piuttosto che da italiani (57 contro 43 per cento, permanenza mordi e fuggi: 48 ore). In ascesa anche i residence, con 50mila nuovi vacanzieri e tasso di occupazione pari al 74%. In questo caso il cliente-tipo è italiano sette casi su dieci e si ferma per due settimane. «Il turismo è un fattore importante non solo per l’indotto ma anche per l’immagine della città - fa notare Renato Borghi, presidente dell’Osservatorio -. È decisivo formulare una proposta integrata (cultura, shopping, accoglienza) così da ampliare la permanenza di quel “turista d’affari”, che rappresenta la componente per noi cruciale».
Con buona pace dei campeggiatori.