Milano Uomo perde un giorno di sfilate

La moda maschile ha perso un giorno di sfilate: sarà un’edizione compressa in soli quattro giorni anziché cinque, quella di Milano Moda Uomo che prenderà il via il 12 gennaio, giorno di chiusura del Pitti, il salone dell’eleganza maschile fiorentino, che si apre oggi. La logica di chi, come Anna Wintour (direttore di Vogue Usa) aveva chiesto alle case di moda italiane di raggruppare le sfilate femminili in pochi giorni per non costringere i giornalisti a rimanere troppo a Milano, sembra ripercuotersi anche sul calendario maschile già corto di suo. Giornalisti e buyers stavolta risparmieranno un giorno di permanenza nel capoluogo, riuscendo a racchiudere in una sola settimana (dal 9 al 12 Pitti, dal 12 al 15 Milano Moda Uomo) gli appuntamenti cardine.
In compenso tutti dovranno fare i salti mortali per stare dietro a un programma così compresso, con una media di 12 sfilate al giorno, cui si aggiungono le presentazioni stabili e vari eventi, mondani e non, come l’inaugurazione della nuova sede di Ermenegildo Zegna e dello showroom di Ermanno Scervino. Scomodità a parte, la riduzione temporale appare anche una «diminutio» per le passerelle maschili, il che non fa piacere alle case di moda italiane: se Milano finora aveva il primato delle sfilate per «lui», ora Parigi la sta insidiando con un calendario della stessa durata. Per esempio dopo una sola stagione a Milano, Dries Van Noten è tornato a sfilare a Parigi. A inaugurare le passerelle maschili per l’autunno-inverno 2008-2009 sabato sarà lo stilista Gaetano Navarra. Dopo di lui, saliranno in pedana le proposte del marchio italiano, cult dello sportswear, Cp Company. A seguire, Costume National, Jil Sander, Missoni, Burberry, Les Hommes, Versace, Romeo Gigli, Roen e Denis Simachev. Domenica in passerella la prima collezione Gianfranco Ferrè firmata dal nuovo direttore creativo Lars Nilsson.