Milano-Venezia in 2 ore e 20 «Treni più veloci e puntuali»

Inaugurata la linea che utilizza i binari ad alta velocità tra Pioltello e Treviglio: «Favoriti i pendolari»

Milano e Venezia sono un po' più vicine. Un tragitto di due ore e venti minuti: 23 minuti in meno rispetto a ieri. È stato inaugurato il nuovo Eurostar veloce delle Ferrovie dello Stato. E saranno così battezzati anche i nuovi binari ad Alta velocità tra Pioltello e Treviglio, sulla tratta ferroviaria. Una sorta di prova generale della tanto sospirata Tav. «I nostri obiettivi sono una maggiore frequenza dei treni - spiega l'amministratore delegato di Ferrovie, Mauro Moretti - più puntualità e, dunque, servizi migliori per i cittadini, ottenuti anche grazie alla separazione delle linee dedicate al trasporto locale dal quelle a lunga percorrenza». Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ci tiene a sottolineare che da oggi al giugno del 2008 ci sarà, sulla linea Milano-Venezia, un aumento del numero dei treni del 60 per cento, al quale «dovrà corrispondere una sempre maggiore efficienza del servizio per convincere sempre più persone ad abbandonare l'uso delle auto a favore di quello dei treni».
Molta la soddisfazione anche da parte dei ministri presenti all'inaugurazione, vista come la prima tappa di un lungo percorso. Il ministro ai Trasporti, Alessandro Bianchi, è ottimista e dice di vedere «sull'Alta Velocità prospettive abbastanza buone», ribadendo la necessità di «una forte attenzione nei confronti del Sud Italia, visto che le condizioni infrastrutturali anche su ferro diventano sempre più critiche man mano che ci si sposta verso Sud».
Il ministro alle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, che si è sempre battuto per risolvere i problemi di trasporto e mobilità della Lombardia e del nord Italia, ricorda come la tratta Pioltello-Treviglio sia «solo il primo passo di un'opera già iniziata che proseguirà con la realizzazione della Treviglio-Brescia, finanziata nel Dpef con 2 miliardi di euro, perché a impostare un lavoro senza soldi sono capaci tutti». Il potenziamento dei trasporti lombardi per Di Pietro «è la chiave per collegare l'Italia all'Europa. Quanto fatto in Lombardia nell'ultimo anno, con molte cose che si stanno concludendo e molte che si stanno avviando, è merito dei governi degli ultimi 6 o 7 anni, di centrosinistra e di centrodestra». Da qui la richiesta di «non andare appresso a no global di maniera e fomentatori di professione, non farsi trascinare da quei partiti del veto che si mettono sempre di traverso a prescindere. Questi signori - invita il ministro - vanno isolati, perché non fanno il bene del Paese».