Milano, violentò ragazzaMancini condannatoa due anni e otto mesi

Il gup di Milano ha condannato con rito abbreviato l’ex calciatore di Roma, Inter e Milan per lesioni e violenza sessuale nei confronti di una 29enne brasiliana conosciuta a una festa

Milano - Una serata in compagnia, qualche bicchiere di troppo e... la violenza a una ragazza. Per l'epilogo di questa storia l’ex calciatore di Roma, Venezia, Inter e Milan, Amantino Mancini, è stato condannato a due anni e otto mesi di reclusione. E' stato riconosciuto colpevole di violenza sessuale e lesioni personali nei confronti di una giovane brasiliana, J.B.B, 29 anni. L'episodio risale alla notte tra l’8 e il 9 dicembre scorso. A 10 mesi di carcere per favoreggiamento è stato condannato l’amico Gerardo Eugenio do Nascimento. Mancini, 31 anni, oggi è in forza all’Atletico Mineiro, club brasiliano di Belo Horizonte.

La festa e lo stupro

Mancini ha conosciuto la ragazza a una festa in un ristorante in zona Porta Genova, organizzata da Ronaldinho. In tutto una cinquantina di persone. Alla fine della serata Ronaldinho è rientrato nella sua villa con alcuni amici. Mancini, invece, si è offerto di riaccompagnare a casa la ragazza brasiliana, che non si sentiva molto bene. In base a quanto ricostruito dal pubblico ministero Elio Ramondini, il calciatore ha approfittata della ragazza, mentre questa era ubriaca e semi incosciente. La giovane ha denunciato l'episodio il giorno seguente, tramite il Servizio violenza sessuale della clinica Mangiagalli. "Al mattino mi ha buttato sotto la doccia, mi ha dato 50 euro per un taxi e mi ha mandato a casa", ha raccontato J. B. B. nella denuncia.

I tentativi di aggirare la giustizia

Nel corso del mese successivo, la ragazza sarebbe avvicinata più di una volta da Do Nascimento, 57 anni, che ha provato in tutti i modi di farle ritirare le accuse. Il tutto, si legge nel capo di imputazione, "prospettandole in alternativa la rovina della sua vita a opera dell’interessamento morboso della stampa".

L'uomo ha insistito per conoscere il contenuto della denuncia ai carabinieri e, secondo quanto ha raccontato la ragazza, le avrebbe offerto una cospicua somma di denaro per ritrattare le accuse. Poi l'avrebbe fatta incontrare con Mancini, per cercare di indurla ad accettare l'accordo. Infine, avrebbe cercato di accedere alla banca dati della polizia, per tentare di carpire delle informazioni sulla ragazza, attraverso un appartenente alle forze dell’ordine.

Nei confronti di Mancini il pm aveva chiesto 3 anni e 8 mesi di reclusione. Oggi il gup gli ha concesso le attenuanti generiche, perché ha risarcito in via stragiudiziale la modella, che nel frattempo ha ritirato la querela. Di qui la condanna a 2 anni e 8 mesi.