In 15mila corrono la maratona, festa di sport con qualche disagio

Un fiume di gente in corsa e sulle strade, una bellissima giornata di sole e al via Haile Gebreselassie, una leggenda della maratona che ha corso per la prima volta a Milano una frazione della staffetta. La quindicesima edizione della Suisse Milano marathon va in archivio con il sorriso stampato sulle labbra del suo direttore Andrea Trabuio che come sempre tiene il fiato sospeso perchè la storia racconta di liti e polemiche tra automobilisti e runner. Ma alla fine tira un bel sospiro di sollievo: il nuovo tracciato che partiva da Porta Venezia e lì tornava dopo 42 chilometri e 195 metri a spasso per la città ha dato buona prova. Caos contenuto, non il delirio degli anni passati anche se ovviamente qualcosa ancora per migliorare la convivenza tra maratona e Milano si può fare. Un fiume di gente al via si diceva. Oltre quindicimila che dalle 9.30 alle prime ore del pomeriggio si sono impossessati del centro in una giornata di festa e di sport. Hanno vinto ovviamente tutti quelli che sono arrivati al traguardo. Hanno vinto le tantissime onlus che con le staffette hanno raccolto fondi per le loro cause e hanno vinto anche quelli che facevano sul serio. Una tripletta keniana fra gli uomini ma anche il bel terzo posto con annesso primato personale dell'azzurra dell'Esercito Fatna Maraoui fra le donne che è arrivata la traguardo in 2h e 33minuti. Kenneth Mungara è salito sul gradino più altyo del podio in 2h 8minuti e 44 secondi che è il nuovo nuovo primato del mondo nella categoria over40.