San Raffaele, scontri e feriti: «Una minoranza blocca tutti»

Continua la protesta dei lavoratori dell'Ospedale San Raffaele dopo l'arrivo dell eprime lettere di licenziamento. Il caso è all’esame della Regione. La Lega: «L’ultra sinistra rifiuta il dialogo»

In un anno di trattative, seppur fallimentari, mai si era arrivati alle mani. Ieri invece la telenovela San Raffaele è degenerata nello scontro fisico. Forse un po' provocato. Fatto sta che si sono fatti male in due durante il presidio interno all'ospedale. La polizia è intervenuta per disperdere il sit-in di fronte all'accettazione. Tredici dipendenti, per protestare contro l'invio delle prime 40 lettere di licenziamento, sono riusciti a salire sul tetto dell'edificio e lì si sono piazzati per proseguire la loro manifestazione contro la gestione Rotelli. Dopo l'occupazione di lunedì, i sindacati si sono lanciati in un nuovo blitz e non mancheranno altre «sorprese» nei prossimi giorni, stando a quanto annunciato.

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I politici chiedono di riprendere le trattative ma, a questo punto, l'unico che potrebbe dare una svolta è il prefetto Camillo Andreana. Già a gennaio Andreana aveva cercato di portare azienda e lavoratori a un accordo (che fu raggiunto ma poi mandato all'aria dal referendum dei dipendenti dell'ospedale). Ed ora suggerisce di ripartire proprio dal patto sottoscritto a Roma (che, tra le altre cose, prevedeva il congelamento dei licenziamenti per due anni). Quel documento sarebbe un buon punto di partenza per uscire dallo stallo e metterebbe d'accordo azienda e si sindacati più moderati. Se le sigle più «estremiste» dovessero continuare a interrompere il servizio di assistenza ai pazienti con presidi e proteste, non si esclude la precettazione.

A sintetizzare la situazione che si sta radicando al San Raffaele, dove ormai gli agenti della Digos sono fissi da quasi un anno, è il segretario della Lega Matteo Salvini: «Pochi esagitati di ultra-sinistra stanno tenendo in ostaggio 3mila lavoratori e un ospedale, e rifiutino qualsiasi dialogo, avendo sulla coscienza 240 licenziamenti che possono essere evitati». Le proteste infatti stanno mettendo in difficoltà le attività nei reparti: gli infermieri, anziché stare il corsia, sono in cortile a manifestare e rallentando ritmi di visite e interventi.

Nel giorno dell'insediamento della commissione Sanità, il Pd chiede che la Regione convochi le parti e vuole vedere i bilanci del San Raffaele. Il capogruppo Umberto Ambrosoli, assieme alla collega Lucia Castellano, ha anche raggiunto il presidio dei lavoratori per esprimere «la vicinanza delle istituzioni» ed ha spiegato che «è vero che per legge il bilancio deve essere mostrato a giugno, ma non ci si può attaccare a cavilli formali per non far conoscere la verità».

Dalla parte della Rsu è la grillina Silvana Carcano che ha promesso ai lavoratori di portare la loro causa nell'aula del Pirellone. La Lega Nord invece ha chiesto l'audizione delle parti sociali in commissione regionale Attività produttive e Occupazione. Dal canto loro i rappresentanti Rsu si aspettano un intervento forte da parte della Regione, cioè un blocco dei 244 licenziamenti in programma, punto e basta.