Da Abramo a Pantani, quanti «ritratti» in scena

I teatri lontani dalla febbre del Mobile: una pièce biblica e una dedicata al grande ciclista

Antonio Bozzo

Mentre impazza la Design Week, e le strade sono punteggiate dagli eventi del Fuorisalone, una sorta di tregua è data dai teatri, che non uniformano i cartelloni alla febbre del Mobile.

Al Filodrammatici, fino a domani vediamo «Abramo», di Ermanno Bencivenga, con regia di Teresa Ludovico (anche interprete, nel ruolo di Sara). Produzione Teatro di Bari/Kismet, lo spettacolo entra nella storia biblica del sacrificio di Isacco, figlio di Abramo, che il padre stesso deve uccidere per ordine di Dio. Che cosa sarebbe successo se l'Onnipotente non fosse intervenuto per scongiurare il sacrificio? Bencivenga, anche filosofo, si interroga e ne nasce un lavoro sui limiti della fede. In scena, sei attori. Sabato e domenica, da non perdere «Chi è il vero italiano?», nello spazio Mare Culturale Urbano in via Gabetti 15. Si tratta di un'incursione paradossale in una riunione di condominio, croce (mai delizia) per cittadini costretti a vivere negli alveari delle metropoli. Il vero italiano, è la tesi dello spettacolo realizzato dal collettivo olandese Wunderbaum, si rivela lì: litigando per le fioriere, la televisione del vicino a tutto volume, i pianti dei bambini al piano di sotto, l'ascensore sempre guasto. Tra gli spettacoli in cartellone all'Elfo Puccini fino al 9, segnaliamo «Nerds - Sintomi», diretto e interpretato da Bruno Fornasari. L'acronimo indica il bruciore di stomaco (in inglese), non velato riferimento ai disagi emotivi della generazione attuale, indagata in una specie di commedia nera.

Nella Sala Fontana di via Boltraffio, fino a domenica va in scena «Macbeth - essere (e) tempo», rilettura della tragedia di Shakespeare alla luce del pensiero di Martin Heidegger. Lo spettacolo è firmato da Archivio Zeta, ovvero Gianluigi Guidotti ed Enrica Sangiovanni, che per la prima volta affrontano il Bardo. Al Pacta Salone, in via Ulisse Dini, fino a domenica la scena è per «Jezabel», della celebrata scrittrice Irène Némirovsky, nell'adattamento di Maddalena Mazzocut-Mis con regia di Sofia Pelczer. Racconta la storia di una donna sotto processo, nella Parigi anni '30, per aver ucciso il giovane amante. È colpevole? Che cosa l'avrebbe spinta all'omicidio? Fino al 15 va invece in scena, al Libero, «Marco Pantani», storia con molte ombre del Pirata, campione ciclista tra i più amati di ogni tempo. «In polvere. Ascesa e distruzione di un dio», recita il sottotitolo: lo spettacolo dà elementi in più per inquadrare la figura di un fragile eroe, indagato anche negli aspetti più privati dal drammaturgo e regista Alessandro Veronese.

Chiudiamo i consigli per il weekend invitando a sedersi in poltrona, domani alle ore 16, al Teatro Sociale Delia Cajelli a Busto Arsizio, per «Questa sera si recita a soggetto», diretto da Paolo Scheriani e introdotto dalla lectio magistralis di Andrea Bisicchia. Lo spettacolo apre le Giornate Pirandelliane, che proseguono a Busto Arsizio fino a martedì 11 aprile.