Da Abu Imad a Game, quell'attrazione fatale per odio e terrorismo

A Palazzo Marino si fa spallucce per minimizzare. Il tentativo è chiaro: sostenere che tutto è normale, che anche stavolta non è successo nulla e che l'assessore spedito all'Arena dal sindaco Giuliano Pisapia (molto rammaricato di non poter presenziare in prima persona) non ha niente da dichiarare sul caso-Bustanji, l'imam palestinese invitato al Ramadan dei centri islamici di Milano e artefice di discutibilissime dichiarazioni sul «martirio» religioso.
Ora, fare finta di nulla non è possibile, tuttavia è vero anche che (purtroppo) il caso non è una novità assoluta. Anzi, sono anni che - in occasioni ufficiali o meno, con incarichi ufficiali o meno - intorno al mondo islamico gravitano personaggi discutibili. Implacabile nel sottolinearlo, anche ieri, l'ex vicesindaco Riccardo De Corato, per anni delegato alla Sicurezza del Comune, che chiama in causa il centro di viale Jenner, definendola la «moschea più indagata e ispezionata d'Italia». L'attuale vicepresidente del Consiglio comunale ha ricordato che il cento «vanta anche un Imam condannato per terrorismo - Abu Imad - e un suo assiduo frequentatore Mohammed Game responsabile dell'attentato alla caserma Santa Barbara». In effetti la figura di Abu Imad è nota e grava come un macigno sulla reputazione dell'Istituto diretto da Abdel Shaari. L'imam egiziano si trova nel carcere di Benevento a scontare una pena a 3 anni e 8 mesi per terrorismo - una pena infittagli per attività di reclutamento e finanziamento di cellule internazionali attive nei primi anni Novanta.
Un tribunale dello Stato italiano ha riconosciuto che il gruppo è «stato per anni un centro di reclutamento di terroristi islamici». Non meno imbarazzante è stato, nel 2009, il caso di Mohamed Game. Il libico, la mattina del 12 ottobre tentò di far saltare in aria la caserma Santa Barbara di piazzale Perrucchetti. Un tentativo concreto e pericoloso. Si parlò di un «cane sciolto», di terrorismo fai-da-te appreso su internet e di un povero «lupo solitario» disperato e isolato. E tuttavia fece molto scalpore scoprire, di lì a poco, che Game neanche un mese prima aveva partecipato, con una funzione che si sarebbe detta di «servizio d'ordine» alla celebrazione di Id al Fitr (la stessa di ieri) alla Fabbrica del vapore.
In tutti questi casi è senz'altro vero che la gran parte dei fedeli partecipa con spirito pacifico e sincero a una celebrazione religiosa, ma resta l'imbarazzante e inquietante coincidenza di queste figure.