Abusi e paghette Il padre orco finisce in carcere

L'uomo dava 3 euro alla figlia per ogni rapporto sessuale Le prime violenze iniziate quando la piccola aveva 8 anni

Elena GaiardoniLe diceva che tutti i padri fanno così con le figlie. Le diceva di vivere un disagio con le donne, di non avere i soldi per pagarsi una prostituta e le dava tre euro per ogni prestazione sessuale da quanto la ragazza compì 14 anni, facendole anche dei regali. Le diceva che tutto quello che accadeva nel letto tra loro due doveva restare un segreto. Ha 56 anni il tassista arrestato ieri per aver violentato la figlia di 20 fin da quando la bambina di anni ne aveva soltanto 8, ed è condannato anche per incitamento alla prostituzione. «Fondamentali per le indagini, gli amici e gli insegnanti della scuola frequentata dalla vittima - ha spiegato il dirigente del commissariato di Porta Genova, Ottavio Aragona -. La ragazza si è confidata con la preside nel giugno 2015 e da quel momento la direttrice l'ha spinta a presentarsi da noi». Ora che è caduto anche il tabu del rapporto omosessuale, non muore invece il più antico dei tabu tra le pareti domestiche, e si svela nel suo purulento volto da stregone tribale nel mese di marzo, quando tutti stanno rilasciando dichiarazioni sui diritti della donna, per i quali diritti non si faranno mai parate vistose e non si alzeranno arcobaleni a San Remo. La donna è abituata a vederne di tutti i colori, e la ragazza porterà per sempre i segni sul corpo ma soprattutto nella mente, rivelando già invalidanti ansie e anomalie cognitive. Il nucleo famigliare era composto dal «padre padrone», dalla figlia e dal figlio di 18 anni, immune da ogni tipo di violenza. La madre se n'era andata di casa quando la piccola aveva poco più di sette anni. Da allora è in una clinica per problemi psichiatrici. Da quel momento la «mammina» divenne lei, la bimba di casa - ma essere una bambina non è un diritto? - in tutti i doveri di «mammina» anche in quello di sfogare gli istinti sessuali del capofamiglia. Il nucleo era seguito da assistenti sociali che avevano notato lo stato di degrado, ma nessuno aveva subodorato la violenza sulla piccola donna perché le «mammine» sono ubbidienti, non piangono mai e credono che quello che il padre fa sia il bene, come il subdolo mentitore racconta. Fanno fatica a rompere il rapporto: e questa è l'oscurità agghiacciante di tali storie, il fatto che una bimba si fidi ciecamente di suo padre, proprio mentre egli le racconta la più atroce delle menzogne: fare sesso tra un padre e una figlia è amore. Invece è invidia dell'uomo per la donna. «Castrazione chimica, come c'è in altre parti d'Europa, per pedofili e stupratori» chiede l'assessore regionale alla Sicurezza, Simona Bordonali. La ragnatela dell'incesto ha iniziato a bucarsi l'anno scorso. La ragazza capisce come si vive nelle famiglie normali e alza le palpebre drogate dalle bugie paterne. L'ira dell'uomo scatta come un serpente insieme alle minacce: se parli attacco le persone a cui lo dici. Dopo l'arresto ha avuto il coraggio di affermare che la ragazzina non teneva bene la casa. Prima o poi le «mammine» diventano donne, come diceva Simone de Beauvoir, che donne non si nasce lo si diventa, e si riprendono la vita, rotta come quella di una bambola di porcellana. Quanti padri non sono ancora stati scoperti?