Accoltellò la ex e si barricò sul balcone: condannato a 8 anni l'uomo salvato dai vigili

Fu il comandante Ciacci a bloccare Scalzo che tentò di uccidere una 30enne

Aveva accoltellato la ex compagna, voleva ucciderla per averlo lasciato. Poi si era barricato in casa, minacciando di buttarsi dal balcone. A trascinarlo via dal parapetto era stato il comandante della polizia locale Marco Ciacci. Ieri Tiziano Scalzo, 50 anni, è stato condannato a otto anni e dieci giorni per tentato omicidio. Il processo è stato celebrato con il rito abbreviato, che dà diritto alla riduzione di un terzo della pena prevista.

La sentenza è stata emessa dal giudice per l'udienza preliminare Alfonsa Ferraro. Il 12 settembre dello scorso anno Scalzo seguì la ex convivente, una donna romena di 30 anni, che aveva appena accompagnato a scuola la figlia di sette anni avuta da una precedente relazione. Una volta dentro il condominio di lei, in viale Ungheria, la accoltellò all'addome con un coltello che aveva in tasca. Il 50enne scappò dal palazzo e il custode diede l'allarme intorno alle 9.30, chiamando due vigili di quartiere che stavano passando lì vicino. La vittima, ferita gravemente, venne soccorsa e portata al Policlinico per un intervento chirurgico d'urgenza. Le sue condizioni erano preoccupanti, ma se l'è poi cavata. Prima di essere caricata in ambulanza, era riuscita a fare agli agenti il nome del proprio aggressore.

Scalzo nel frattempo era arrivato a casa sua in via Mecenate. Qui lo hanno raggiunto gli agenti ed è intervenuto anche Ciacci. L'uomo si era chiuso dentro e si era rifugiato sul balcone, minacciando di lanciarsi nel vuoto. La trattativa con gli agenti era durata oltre due ore, anche dopo che i vigili avevano convinto l'aggressore ad aprire la porta. Continuava però a tenerli a distanza agitando il coltello. Alla fine Ciacci insieme a due colleghi era riuscito a bloccare il 50enne e a impedirgli di uccidersi trascinandolo di peso dentro l'appartamento quando già era in bilico sulla ringhiera. Il movente dell'accoltellamento era stata la rabbia di Scalzo per la fine della relazione durata un anno.

Il 50enne aveva alcuni piccoli precedenti e lavorava per un'impresa di pulizie. Le indagini della polizia locale avevano ricostruito che nei giorni precedenti all'aggressione la giovane donna aveva denunciato l'ex compagno. Aveva paura di lui, perché era diventato ossessivo, la seguiva ed era arrivato a minacciarla. La gelosia e la mania del controllo erano stati anche il motivo per cui lei lo aveva lasciato ed era tornata a vivere dalla madre insieme alla sua bambina. Dopo il tentato suicidio e il salvataggio in extremis Scalzo era finito a San Vittore.