Accoltella il padre che sta picchiando la mamma

Arrestata per tentato omicidio la diciassettenne intervenuta nella violenta lite tra i due

Paola Fucilieri

«È stata mia figlia, io la amo, ho fatto di tutto per lei...». L'uomo che si avvicina ai poliziotti nel cortile di uno stabile in via Monte Rotondo (zona Niguarda) è di origine albanese, piegato su se stesso, barcolla, si tiene entrambe le mani sul torace e perde molto sangue. Sono le 21.50 di venerdì. Accanto a lui ci sono la moglie, un'italiana 40enne con il volto rosso e la loro figlia, una ragazzina di 17 anni con lo sguardo fisso a terra che ancora impugna un coltello insanguinato. Mentre il padre viene portato di corsa all'ospedale Niguarda, gli agenti della «Volante» dell'Ufficio prevenzione generale (Upg) cercano di ricostruire l'accaduto. Non ci vuole molto. La giovane che subito lascia cadere il coltello da cucina a terra, ha tentato di ammazzare suo padre e viene arrestata con l'accusa di tentato omicidio.

Poco prima l'albanese, un 44enne con precedenti per stupefacenti, ha raggiunto quella che ormai da tempo è la sua ex moglie, un'italiana incensurata di 40 anni che vive con la loro figlia in un appartamento al piano terra del condominio di via Monte Rotondo, luogo di brutti ricordi: proprio qui, infatti, il ghanese Adam «Mada» Kabobo, l'11 maggio 2013 uccise Daniele Carella, un giovane di appena 21 anni colpito alle spalle mentre scaricava giornali. E a due passi, in piazza Belloveso, il ghanese aveva già ammazzato allo stesso modo Alessandro Carolé, un 40enne seduto davanti a un bar. Nella sua follia l'africano aveva fatto anche una terza vittima: Ermanno Masini, un pensionato di 64 anni.

Torniamo al tentato parricidio. Tra l'albanese e la ex nasce una discussione e la poveretta è costretta a scappare in cortile quando l'uomo comincia a riempirla di schiaffi. A quel punto la ragazza, figlia di entrambi e che si trova in casa al momento dell'aggressione, afferra un coltello da cucina, esce e, in difesa della madre, s'intromette nella lite accoltellando il padre.

Un solo fendente, sferrato sul torace, che obbligherà più tardi i medici di Niguarda a operare l'albanese - arrivato in ospedale in condizioni gravissime. L'uomo ora è ancora in prognosi riservata, ma non corre pericolo di vita; la ex moglie è illesa, la figlia - che ha precedenti per rapina e lesioni personali - è in carcere.

Commenti

manfredog

Dom, 23/10/2016 - 21:34

..pure in carcere..!! Ma andate tutti in..galera, giudici, politici e compagnia bella..!! mg.