Accorciate le liste per nidi e materne ma 1.600 bimbi ancora senza posto

Il Comune ha pubblicato ieri sul sito internet (www.comune.milano.it) l'aggiornamento delle graduatorie relative alle iscrizioni a nidi, sezioni primavera e scuole dell'infanzia per l'anno 2014-2015. L'amministrazione fa sapere che in due mesi si sono fortemente ridotte le liste di attesa: per i nidi da maggio ad oggi mille bambini hanno trovato posto, aggiungendosi agli oltre 10mila che già erano sicuri di poter fruire del servizio. In questo modo si è praticamente dimezzato (da 2.169 a 1.169) il numero di coloro che sono in attesa di assegnazione. Per le materne, in questa nuova fase di compilazione delle graduatorie, 293 bambini sono entrati nelle graduatorie in questi due mesi, aggiungendosi agli oltre 22mila che frequenteranno le scuole dell'infanzia. Oggi rimangono 453 bambini in attesa, mentre erano 746 a maggio. Ma il totale dei bambini ancora senza un posto ammonta dunque a oltre 1.600 tra nidi e materne. Il Comune non dispera, un anno fa nello stesso periodo i bimbi in attesa erano almeno settecento in più. Almeno per le scuole materne confida di riuscire ad azzerrare la lista, tra rinunce da parte di chi aveva scelto più di un'opzione e qualche posto in più recuperato attraverso le convenzioni con le scuole semi-private.
«Questo buon risultato - ha detto Francesco Cappelli, assessore all'Educazione e Istruzione - è stato possibile per il paziente lavoro compiuto sulle graduatorie, non solo incrociando le domande rimaste in attesa con l'offerta di posti ancora disponibili ma anche grazie all'accordo con le scuole paritarie». L'obiettivo conferma è quello di «azzerare la lista d'attesa nelle scuole dell'infanzia, grazie ad un accordo con l'Ufficio scolastico territoriale che consentirà l'apertura di dieci nuove sezioni». Ma anche per i nidi, «come è tradizione, la lista di attesa si ridurrà ulteriormente. Stiamo insomma compiendo tutti gli sforzi possibili per rispondere nel modo migliore possibile alle richieste delle famiglie». Da sottolineare che proprio le paritarie a cui il Comune aveva ridotto i fondi sono ora l'ancora di salvezza.