Acqua «salata» per pagare le poltrone Nelle bollette del servizio idrico i costi di una burocrazia con 13 cda e 104 cariche

Una giungla di società (ben tredici), una babele di burocrazie e tante, troppe poltrone (104 solo in Lombardia) rendono l'acqua troppo salata. E grazie al Decreto Salva Italia sono in arrivo nuovi aumenti che per Milano potrebbero arrivare fino al 10 per cento. A denunciarlo il consigliere Fabio Altitonante che in Regione presenta una mozione per riformare il Servizio idrico integrato. «Acqua pubblica, tariffe più basse e burocrazia zero - spiega - sono gli obiettivi di una riforma che la Regione non può più rinviare». Perché oggi solo in Lombardia sono 124 gli operatori a cui è affidato il servizio. Un groviglio di burocrazie e interessi che generare inefficienza e soprattutto farci pagare molto più caro un elemento prezioso come l'acqua. E a testimoniarlo c'è il fatto altrimenti incomprensibile che un metro cubo a Milano città costa 0,60 euro, mentre in provincia 0,92. E poi 1,63 euro a Mantova e 1,83 a Brescia. Il frutto di 13 aziende speciali, 13 consigli di amministrazione e 13 collegi dei revisori dei conti, per un totale di 104 poltrone da affidare più che a tecnici a politici locali (magari trombati) in cerca di una qualche collocazione. Nella mozione Altitonante si chiede la riduzione da 13 a un solo ente responsabile individuato nella Regione «che sarà protagonista del controllo» e il passaggio dai 124 operatori a solo 8 gestori unitari integrati.