«Ad Assago eterna festa dell’America latina»

«Era da tantissimi anni che li volevamo portare nella nostra "piazza". Alla fine, l'inseguimento è andato a buon fine». È entusiasta Franca De Gasperi Fabiani, direttore artistico e direttore generale di Latinoamericando Expo. E ha ragione. Non capita mica tutti i giorni di avere ospiti i messicani Manà, di scena domani sera sul palco nella cittadella allestita all'ombra del Forum di AssagoMilanoFiori. Magari c'è chi li conosce solo per il duetto con Carlos Santana in «Corazòn espinado», una hit planetaria datata 2000, ma è bene puntualizzare che il quartetto pop-rock di Guadalajara è forse il più grande gruppo del genere di tutto il Sudamerica. Non c'è da stupirsi se il loro show, un'esclusiva europea per quest'estate, attirerà a Milano più di 10 mila persone. Un pubblico in arrivo letteralmente da tutta Italia, così come dall'estero («Abbiamo persino fatto promozione del concerto in lingua tedesca in Germania, Svizzera e Austria, Paesi in cui i Manà sono amatissimi...», assicurano gli organizzatori).
Ambientalisti convinti, che hanno scelto di battezzarsi con una parola polinesiana che significa «energia positiva», promettono un concerto a sopresa. Sicuramente «caliente» ed altrettanto sicuramente in equilibrio tra hit del passato e brani di recente composizione, leggi l'album «Drama y luz» («Mentre stavamo creando nuovi brani, sono mancate mia madre e mia sorella. Ero disperato e non sapevo se sarei riuscito a continuare. Ma i miei compagni mi hanno incoraggiato e alla fine ho cominciato a rivedere la luce. Perciò sarà uno spettacolo con canzoni tristi e canzoni di speranza», ha confidato Fernando “Fher“ Olvera, il capobanda).
Questa per altro sarà una settimana da incorniciare per lo staff di Latinoamericando, rassegna storica (giunta ormai alla 22esima edizione) della Milano dal vivo in salsa estiva. Già, perché stasera toccherà alla 25enne cantautrice Maria Gadù, nome (più che mai) emergente della musica popolare brasiliana. Tutto merito di «Shimbalaiê», eletto singolo-tormentone dell'estate 2011. «E pensare che è la prima canzone che ho scritto», ha raccontato di recente. «Avevo solo 10 anni, e quando ho inciso il disco non pensavo di inserirla. Mi sembrava una cosa da bambini, per me era troppo scontata. Poi, per fortuna, i produttori hanno insistito e mi hanno convint»".
Molto popolare in patria, grazie anche alla «benedizione» di Caetano Veloso (il padrino della musica d'autore brasileira s'è innamorato a tal punto del sound della giovane originaria di San Paulo che organizzò un tour acustico in coppia con lei!), la Gadù ha trovato un padrino d'accezione anche dalle nostre parti: Jovanotti. Niente male per una ragazza che poco più che maggiorenne trascorse qualche giornata nei pressi della Stazione Garibaldi strimpellando la sua chitarra…
«I concerti sono il nostro orgoglio, inutile negarlo», ammette De Gasperi Fabiani, patron di un festival che in 20 anni e passa ha portato a Milano oltre 1.200 artisti e mosso oltre 10 milioni di spettatori. «Ma Latinoamericando Expo non è solo musica, quest'anno per altro agevolata anche dalla decisione di abbassare i prezzi dei concerti per fare vivere di più e meglio il nostro “villaggio“. È anche ristorazione di qualità, ballo e cultura del latino-america a 360 gradi. Da noi non vengono i “tiratardi“ (il festival chiude infatti alle due di notte, ndr), ma soprattutto un pubblico di famiglie e di appassionati. Tutti innamorati dell'America Latina».