Addio velo bianco, la sposa del futuro veste in bluLa kermesse di Fieramilanocity

Qualcosa di blu: rispetta il detto della tradizione ma di tradizionale ha poco, l'abito da sposa a quadri check bianchi e blu, di Atelier Aimee per la linea Emè di Emè. È una delle tante proposte che puntano sul colore, esposte a «Si Sposaitalia collezionì», il salone internazionale dedicato alla moda per la sposa, aperto ai compratori fino a lunedì alla fieramilanocity di Milano. L'abito colorato per il giorno del sì è una scelta in voga non solo tra le giovani, ma anche per chi celebra un secondo matrimonio o per spose di altre culture. A loro sono dedicati i vestiti di Leila Hafzi, stilista norvegese di origini iraniane che produce solo in Nepal e cerca di unire la moda al sociale, incoraggiando il lavoro per le donne nei paesi in difficoltà. Le sarte nepalesi confezionano questi abiti leggeri, come quelli in rosso o nella tonalità del viola melanzana. Arriva da ancora più lontano il marchio sud coreano Yi Ju, la cui stilista afferma di aver disegnato modelli pensando alla «donna che si sposa in Corea, ma che sono piaciuti anche alle signore occidentali». I suoi abiti hanno un taglio classico e sono ricoperti di strass e dettagli, che emergono sui toni del beige. Il colore quest'anno attrae non solo le donne, anche negli abiti da cerimonia, ma anche gli uomini. E succede che se lei rinuncia al pizzo bianco, lui può farlo suo. È il caso di una delle giacche con pizzo applicato proposte da Archetipo, azienda nata in provincia di Udine, che sperimenta per la moda maschile oltre 200 tipi di tessuti e molte soluzioni alternative al classico completo, puntando sul blu.