«Adolescenza impavida» Undici guerriere in lotta con il tumore

Le pazienti di Oncoematologia pediatrica si mettono in mostra con le loro cicatrici

Marta Bravi

Come una farfalla era nel pieno del suo sviluppo, e in un battito d'ali se n'è andata. Questa era Anna. Syria le sue cicatrici non le può mostrare perché è stata operata al seno, ma mostra il coraggio e la fierezza dei lupi ai suoi piedi. Principesse gotiche e guerriere sono le 11 ragazze protagoniste del progetto «Adolescenza impavida» che si sono fatte immortalare dalla fotografa Anna Bussolotto. Un progetto partito dal reparto di Oncoematologia Pediatrica di Padova, articolato in 13 scatti e durato 9 mesi: una mostra fotografica partita da Padova appunto e approdata ieri al piano -1 della Palazzina Accoglienza dell'ospedale San Gerardo di Monza. «Sono rimasto molto colpito dalla forza e dal coraggio che esprimono le ragazze che fanno da modelle sottolinea il Direttore Generale della ASST di Monza Mario Alparone -. Ho voluto fortemente ospitare questa mostra che rappresenta un messaggio di speranza e di insegnamento di grande importanza per noi operatori sanitari e anche per tutta la cittadinanza». Syria, Lisa, Eleonora, Denise, Anna, Letizia, Giada, Sara, Alice, Camilla e Marta hanno affrontato le loro fragilità, mettendo in mostra i segni che la loro battaglia personale contro il tumore ha lasciato, per raccontare che nulla è più importante della vita, aldilà delle difficoltà e delle proprie ferite.

Tutto è nato nel novembre 2017 quando Chiara Girello Azzena, presidente di Team for Children onlus propone ad Anna Bussolotto di ritrarre le pazienti in cura presso il reparto di Oncoematologia. «Erano state le stesse ragazze, consapevoli e orgogliose di quanto hanno vissuto e delle cicatrici che portano sul loro corpo, segno di una battaglia vinta» a chiedere all'angelo del reparto, Chiara Azzena che con la sua onlus ha aiutato 350 famigli in 10 anni, di «fare delle foto». «Definire duro il percorso di questi ragazzi è un eufemismo - spiega Girello Aazzena che l'ha vissuto sulla propria pelle con la figlia -: queste 11 ragazze, tra i 15 e i 18 anni, sono malate di linfoma, leucemia e osteosarcoma: Eleonora, cui è stata amputata una gamba, si è sottoposta a 20 cicli di chemioterapia. Anna, che era un po' la leader del gruppo e a cui questa mostra è dedicata, è stata operata 3 volte ai polmone e non ce l'ha fatta. Sono ragazze di una forza e di un coraggio sconvolgenti, che hanno la bellezza di chi è consapevole di quello che ha affrontato, morte compresa e sa andare avanti». Gli allestimenti scenografici, merito del duo artistico Arabesque, hanno permesso di far emergere attraverso il linguaggio simbolico, i caratteri di queste guerriere.

«Gli adolescenti malati di tumore - spiega Marta Pierobon medico nel reparto - sono tra i pazienti più in difficoltà, perchè vengono rifiutati sia dall'oncologia pediatrica, che cura malati fino ai 14 anni, sia dal reparto perché non hanno ancora 18 anni. Ma se gli adolescenti vengono trattati con i protocolli oncologici pediatrici hanno più possibilità di guarire. I pazienti under 14 ce la fanno nel 75 per cento dei casi, sopra i 14 la percentuale scende al 50, sia per i ritardi nella diagnosi sia perché i bambini tollerano molto meglio dosi intensive di chemioterapia, quindi con migliori risultati. Così gli adolescenti che quindi è bene curare con protocolli pediatrici, m non tutti ancora lo sanno».