Adozioni, mai così poche a Milano

Le domande sono crollate ai minimi storici, mentre è boom delle fecondazioni assistite I racconti di chi ha accolto un bambino: «Psicologi e tribunali, burocrazia da incubo»

Quando alla Mangiagalli viene abbandonato un bimbo appena nato, il telefono del reparto suona senza tregua talmente tante sono le richieste di adozione. Non altrettanto avviene per i bambini cresciuti nelle case famiglia o di accoglienza. Soprattutto per quelli più grandicelli e con qualche problema (spesso più di uno) fisico o psicologico. La Lombardia, che è sempre stata la regione con il numero record di adozioni (6.300 richieste registrate fino al 2012) ha registrato un drastico calo delle richieste da quattro anni a questa parte: fino al 2012 si viaggiava sulle 550 richieste all'anno, poi si è passati a 460. Nel 2015, facendo una fotografia del territorio dell'Asl di Milano, le coppie disponibili sono 338 e 242 quelle in attesa di concludere l'iter di adozione. Come mai un calo così forte? La Asl: ««Il motivo si chiama fecondazione assistita».