Aeroporti bloccati dallo sciopero Sea, cancellati 160 voli

Un migliaio di lavoratori si ferma: il sistema va in tilt Partenze col contagocce, problemi anche con i bagagli

Giornata dura quella di ieri per chi si è dovuto spostare in aereo. Negli aeroporti di Malpensa e Linate il traffico aereo è stato scandito con il contagocce per tutta la giornata a causa dello sciopero di 24 ore indetto dai lavoratori di Sea e Sea handling. Nell'arco della giornata sono stati soppressi 156 voli: a Malpensa 31 voli in arrivo e 37 in partenza, per il 70% da e su scali europei. A Linate non sono atterrati 43 voli e non ne sono decollati 45: gli annullamenti hanno riguardato principalmente rotte nazionali.

Le compagnie aeree, già nei giorni scorsi, hanno cercato di tamponare la situazione ed hanno contattato, uno per uno, i passeggeri dei voli cancellati. Malaga, Monaco, Tunisi, Barcellona, Parigi, Madrid. Sono stati parecchi i voli spariti dai tabelloni per tutta la giornata. In serata la società ha tirato le somme dello sciopero, calcolando un 15% circa di partenze e arrivi in meno rispetto a una giornata normale. Al Forlanini tutti hanno subito l'impatto dello sciopero visto che lo smistamento dei bagagli è gestito da Sea Handling. Meglio, invece, a Malpensa dove le compagnie (come ad esempio Lufthansa a British Airways) hanno affidato l'handling anche ad altre società. Garantite comunque le fasce protette (dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21) e la presenza di circa il 40% dei lavoratori dietro al bancone. I lavoratori hanno comunque garantito la presenza dietro ai banchi degli scali e il 40% dei dipendenti ha rispettato turni e orari di servizio.

Alla protesta hanno aderito circa un migliaio di dipendenti. «Questo però - precisano i sindacalisti - non significa che l'adesione alla battaglia sia bassa. Tutti i lavoratori sono preoccupati allo stesso modo, sia all'interno dei Sea handling sia all'interno di Sea. Anche quelli che hanno lavorato regolarmente». I sindacati hanno chiesto alla prefettura di farsi portavoce con il governo del rischio fallimento di Sea handling a causa della maxi multa da 360 milioni di euro, sanzionata dall'Unione europea per presunti aiuti di stato. Se la multa non dovesse essere annullata, la società sarebbe condannata al fallimento e per i 2.300 lavoratori non ci sarebbero speranze.

Il prefetto si è impegnato a inviare una lettera formale al Governo. «L'adesione allo sciopero del personale della Sea indica una forte preoccupazione dei lavoratori a cui le istituzioni devono dare una risposta - dichiara Rocco Ungaro, Segretario Generale Filt Cgil Lombardia - Speriamo che il giudizio del Tar possa costituire uno stop alla debacle della società. Ci aspettiamo dalle istituzioni europee una presa di coscienza delle ricadute occupazionali e sociali che avrebbe la decisione della Commissione Europea».

Tuttavia la posizione di Bruxelles non sembra ammorbidirsi, nemmeno dopo la decisione del Tar lombardo di sospendere il recupero, da parte dello Stato, dei 360 milioni di euro di aiuti illeciti ricevuti da Sea Handling. Secondo l'Ue il governo italiano continua a non rispettare la disposizione del 2012. Intanto gli occhi sono puntati sulla decisione della Corte di giustizia Ue - attesa a giorni - rispetto alla richiesta del Comune di Milano di sospendere quanto disposto da Bruxelles. Per la Commissione infatti solo quella ha validità giuridica riconosciuta.